Omnia (ep) – Omnia

OmniaGli inizi sono sempre gli inizi; e per una giovane band quale miglior apprendistato se non le classiche cover ad personam, facilmente riconoscibili dal pubblico medio?! Per Dio, non vuol essere una critica, è un modo come un altro per incominciare; tuttavia le influenze sonore e stilistiche si possono ripercuotere anche nei successivi brani inediti, qualora la band abbia seguito. Reiterare poi la litania della “cover-perfetta”,  oltre i giustificabili esordi, è un cancro odioso che si espande spesso in provincia e spesso rivolto ad un pubblico grossolano che di musica non si nutre per niente! Gli Omnia nascono nel 1998, e come molti, s’impratichiscono con cover ballabili, tuttavia, intelligenti, abbandonano ben presto l’arca maledetta per esordire (dopo pause e cambi di line-up) nel 2008 con un buon ep, ovviamente omonimo. L’accessibilità delle loro canzoni è una caratteristica peculiari, niente underground, niente scantinati, niente rabbia adolescenziale. Il quintetto mastica un rock leggero e movimentato, senza grosse pretese e molto orecchiabile. Non sono i pivellini del rock divenuti grandi, gli Omnia disinnescano la bomba della retorica proponendo brani coerenti, nel quale trovano posto sia le tastiere ubriache di Mirko Mombelli, sia la chitarra “pesante” di Enrico Benvenuto. Croce e delizia della band è  la voce di Stefania Opezzo, profonda, aggressiva, ricca di echi che, come una buona cravatta, stanno bene a qualsiasi abito musicale.

I 10 brani di Omnia (ep) suonano complessivamente rock, con alcune sostanziali varianti che spaziano al pop da ballroom, al metal più easy; la chitarra mostra un carattere da power-chord, ma è capace di lanciarsi in fulminei assoli puliti, batteria e basso (rispettivamente Gianni Gallone e Marco Portalupi) fanno il loro dovere, assecondando le melodie vocali di Stefania, spesso e volentieri allineate a quelle di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Luce in me ha di fatto tutti gli elementi per essere paragonata allo stile della band milanese che gode di buona fama negli States, ma che in Italia non caga più nessuno. Un paragone che regge nelle premesse forse, ma che poi svanisce, grazie ad un chorus che si stampa in testa come farebbe una chewingum nei capelli. Basta un ascolto solo, giuro!
Tuttavia rincorrere il cliché metal metterebbe tanti su una falsa pista, Scusa per esempio è un pop interlocutorio e pensieroso cantato con passione, mentre Omnia è un rock-funk vivacissimo, forse un tantino egocentrico ma ironico al punto giusto.

Il sogno è una scarica rabbiosa alla ricerca di un evasione onirica a tempo di power-rock, con un siparietto di tastiera che ricorda alcune scorribande fantasiose della NWOBHM. Dal sapore funk oltraggioso è Non ne posso più, ricca di suoni, di cambi di tempo e di buoni intenti: può piacere come no! Citazione doverosa di chiusura alla malinconica Dedica, che con toni acustici e pacati da l’impressione di un esperienza di vita realmente vissuta. Sofferta! Gli Omnia dimostrano con questo primo corposo ep di essere una buona band, abbordabile a tutti, tranne e che ai duri e puri in giacche chiodate o dalle folte chiome brune. Leggeri, frizzanti, senza messaggi troppo tenebrosi da lanciare: il disimpegno e la serenità a volte non sono brutte strade da battere!!!


 Omnia  myspace

recensito da Poisonheart
 

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