SoFa King – SoFa King

SoFa KingIl progetto solista di Paolo Pretto (aka SoFa King) sinceramente ci era proprio sfuggito; uscito lo scorso febbraio per la ottima I Dischi del Minollo, questo omonimo esordio grida ad un lo-fi laureato in ammiccamenti glam-rock ed in un garage graffiante ed onomatopeico.
A coadiuvare Sofa King (voce e chitarra per tutte 10 le tracce) c’è il basso appiccicoso di Nicola Sannino e le percussioni di “Paolo Paolo” Tixi, capaci di creare quasi all’istante un’atmosfera pseudo-ninenties (come la “sonica” Again), grazie anche ad un cantato disimpegnato ed a puntuali saliscendi di volumi. A tratti ricordano i primissimi Black Rebel Motorcycle Club se avessero suonato a Seattle nella prima metà degli anni novanta, eppure l’etica do-it-yourself rimane indelebile in ogni brano, nonostante alcune palesi influenze sixties (vedasi la kinksiana Riding a Puppet). Un vago bubblegum tiene incollati i vari pezzi di un disco, libero di prendere la direzione che vuole, risultando alla fine un grande inno all’independent, come oramai se ne sentono pochi; Paolo Pretto (ex Lemmins, interessante band ligure con all’attivo un omonimo ep che vi consiglio di ricercare per un ascolto!) gioca con semplici armonie di chitarra, creando ipnotici giri melodici a cui basso e batteria s’accodano con grande enfasi, risultando immediatamente appetibile per chi mastica lo-fi.
Eppure la passione per gli anni ’60 e quelle ballate agrodolci è piuttosto marcata: dall’iniziale So Young (e quell’intro ammaliante e claustrofobico) passando per Daily Trip che sembra presa direttamente dal repertorio dei fratelli Davis (You Really Got Me?); il tutto affogato in un groove stonato e disilluso che rende questo SoFa King un disco davvero piacevole da ascoltare. Tuttavia non mancano i momenti più lenti e ragionati, come in An Old Record il cui prudente divenire si estrania leggermente da dinoccolato garage-rock fin qui proposto: è la chitarra acustica a dettare gli umori di un inno alla nostalgia. Ben presto si cambia registro con la coloratissima The Past Moon, il cui martellante ritmo non può che strappare un breve balletto sul posto, arrivando con The Sour ad estreme conseguenze, mischiando velature rockabilly ad un garage secco ed arido come il deserto del Nevada. 
La parte finale di SoFa King mostra ancora l’inclinazione alla ballata dalle diverse velocità (dalla dolceamara Lavagna Sleeps, alla abrasiva Sister Pain) e con bellissimi giri melodici dal sicuro impatto empatico. I giochi si chiudono con Raging Doll, superba ed inaspettata con quell’intro elettronico così fuori luogo da risultare una mossa vincente, dimostrando così tutte le possibili varianti ad un garage che non ne vuol sapere di morire.

Bell’esordio per SoFa King, immediato e diretto nei modi, il disco regala un sound di base ben collaudato e ben suonato, senza quella mania di strafare con effetti ed echi digitali, rimanendo fedeli (o quasi) all’analogico sia nello spirito che nel corpo. Una prova che riabilita il lo-fi come etica ben più studiata di quello che si pensi, trovando sempre quello spunto “pop” ed ironico in ciascuna ballata, senza cercare compromessi o ritornelli affabili per il sempre più esigente (ed inspiegabilmente numeroso) pubblico indie. Nice Try !

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SoFa King bandcamp
I Dischi del Minollo sito ufficiale 

recensito da Poisonheart

 

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