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NuoveOfficineRumori – Nuove Officine Rumori

Nuove Officine RumoriL’underground romano ha sempre riservato piacevoli sorprese. Sarà forse per quel suo rock appena biascicato, intriso di malinconia e di pudore. Una musica intima che colpisce tanto per i testi quanto per la musica. Nuove Officine Rumori non sono i pivellini usciti da qualche accademia, nascono nel 2006 e per chi si trastulla da anni alla ricerca di sonorità nuove ed originali, sicuramente non rappresentano un nome nuovo (vedasi Ateo Prego registrato come Newest Industry). Una bella conferma, matura e seria soprattutto. E nel 2007 vede luce il debutto con l’omonimo NuoveOfficineRumori cosparso da un velo di inatteso rock eclettico, una potenza sussurrata in riff acidi e fangosi, nel quale i ritmi sono blandi, lenti, in un inesorabile scalata interiore che versa tutti i malumori e le indecisioni di una vita in musica.

L’idea parte da Nazareno Curci e Alessandro Ceccopieri (soprattutto autore dei testi) come perni su cui ruota il volano musicale della band. Tuttavia non è una cosa esclusiva a due, anzi. Le Nuove Officine Rumori propongono un sound introspettivo e sinuoso nel quale le chitarre non sono mai altisonanti rispetto al resto (come ahimè capita nella maggior parte delle band), la batteria ha un suo stile lugubre, così come il basso che sorregge a meraviglia le trame chitarristiche di Daniele e Nazareno. La voce e le liriche ottengono lo spazio che meritano, addirittura in certi momenti del disco rubano tutta la scena alla musica, con stacchi che evocano un pathos sotterraneo che aleggia sopra le teste degli ascoltatori.

Serpenti è certamente la traccia più orecchiabile, nel quale si miscela un lieve post punk presto spazzato via da un pop-rock curato in ogni dettaglio, ove l’ugola di Claudenza Lanzirotti esprime meglio di ogni altro la tensione sublime del brano. Sospesa tra nubi di diversi strati, ad un attento ascolto si possono udire i diversi livelli delle sei corde: una base possente e granitica che eleva dei riff semplici ma che sanno lasciare il segno. Indefinito Presente ed Effimero Stabile sono di primo impatto in debito con gli Otto Ohm più sperimentali, tuttavia qui siamo in un altro pianeta concettuale. Un pianeta decisamente migliore, man mano che i minuti scorrono, nel quale si può apprezzare un rock acido senza compromessi.

Il valore musicale delle Nuove Officine Rumori lo si scorge dalla claustrofobica Flippernotte, degna di un film di Tarantino. L’intro strumentale è essenziale e richiama qualcosa agli Hüsker Dü notevolmente rallentati (erano pur sempre la band più veloce sulla Terra!). La voce di Claudenza accompagnata da Nazareno creano una calda atmosfera nella quale alla fine persino il sax trova la sua dimensione perfetta.
Penelope l’Alternativa chiude il disco con la scommessa più ambiziosa e coraggiosa (come del resto la pazzoide Tony), personalmente da premiare per le atmosfere vagamente orientali fuse da un estremo rock vitreo, cupo, ambasciatore delle influenze “wave” dei primissimi pionieri fine anni ’70, ancora confusi dal punk e da quello che dopo comparve.

Questo esordio NuoveOfficineRumori è solo l’antipasto per uno spettacolo molto più interessante: andate a vederli dal vivo, fidatevi! Mettete in preferiti la pagina myspace (con video annessi così capirete cosa intendo!) e se siete di Roma o dintorni non fatevi scappare l’occasione. Per la cronaca ora sono al lavoro per un demo o qualcosa di più … aria di novità in vista!
Una band interessante sopra la media, se le vostre esigenze sono alte allora l’ascolto delle 10 tracce di questo disco non vi deluderanno!

 Nuove Officine Rumori myspace
Nuove Officine Rumori LastFM

 

recensito da Poisonheart
 

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