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This is not Woodstock – cLOV

Rumore bianco? Minimalismo musicale? Non precisamente. Pensate piuttosto a qualcosa di più tangibile: un sound metropolitano, caotico, rutilante, ricco di tensione. Questo in una sintesi scarna e nichilista è cLOV, progetto più creativo che musicale personificato da Piero Prudenzano. Lui si definisce un “manipolatore di suoni” e non si può dargli torto. La sua musica esprime un energia tossica e minimale; una sorta di chirurgica deframmentazione sonora posta come condizione necessaria per la ricerca del suono primordiale.
La “No Wave” newyorkese si fonde con la più eclettica “New Wave” per formulare dei percorsi musicali nuovi ed interessanti: This is not Woodstock rappresenta un esperimento coraggioso di sperimentazione e novità. Si contamina l’udito dell’ascoltatore con trame cristalline ed irrazionali, che conferiscono un aura meccanica, quasi industriale. Sto parlando di suoni semplici. Carillon, suoni registrati per strada, suoni di vita quotidiana (come nella traccia d’apertura Mistilteinn), persino oggetti ludici; il tutto intersecato con una leggera chitarra elettrica in grado di rilasciare armonie dirette, quasi oniriche.
Più Einsturzende Neübauten che Neu!: il “Kraut Rock” è solo un assonanza, questo disco piuttosto fonda le proprie radici in qualcosa di più minimale. Esalta la cupezza metropolitana, fumosa, umida, inquinata, con nebulose gocce velenose che ne insaporiscono la trama: attenzione però nessun suono digitale, nessun sample, l’elettronica non è materia di questo disco. Qui si promuove il midi, la registrazione diretta. Sembra un disco nato a New York negli anni ’80 o a Berlino nel 1975, coglie in maniera essenziale queste atmosfere, con una passione viscerale. Tuttavia il disco è made in Puglia!

This is not Woodstock - cLOVWhere does the sea end? è un trip congestionato, che richiama echi di onde meccaniche in atmosfere che potrebbero ricordare quelle del miglior Blade Runner. Ironicamente una sottile voce sintetizzata, avverte: «If you look it you don’t realize you than noise does». L’armonia si libera finalmente dalla morsa caustica in Heiwa, ma è solo un illusione; con Dry Clean Only si scontrano l’anima più bambinesca e magica con un logorante rumore cementificato. Sembra quasi il passaggio dalla natura più libera alla crudezza della devastazione umana:«Tra tutti gli animali, l’uomo è quello che corre il maggior pericolo di estinzione». L’ironia va di pari passo con un sano cinismo: è tutto bilanciato. Quindi non stupisce di sentire battiti di tamburo e piatti di batteria in Woodstock,  con ilarità il brano più “rock” del disco. La novità assoluta nella musica di cLOV, che ogni suono può essere interpretato, in virtù proprio di di una mirata deflagrazione musicale, che volutamente snatura l’essenza di ogni strumento canonico. Night Pollution chiude il disco con genialità e personalità, mescolando tutti gli ingredienti sopraindicati, in un confuso quanto preciso puzzle sonoro di indiscutibile perseveranza. Goliardia finale!

L’etichetta indipendente HysM? ci vede bene e decide di inserire questo disco nel proprio catalogo, in quanto conforme al principio ispiratore di  “pasticciare con gli oggetti e suoni” . Con This is not Woodstock, cLOV mette subito in chiaro come musicalmente la pensa. Le otto tracce scorrono sincere, critiche e a tratti veramente geniali. I Neübauten avranno fatto anche scuola, ma cLOV prende solo quello che gli serve, rendendo il suo disco personale ed unico. Non banale, tuttavia bisogna avere orecchi vigili per ascoltare!
Un disco di suoni, non di rumori !!!

contatti:
cLOV facebook
HYSM? sito ufficiale

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

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