Unusual Romance – WIR

La potente voce di Valentina Barletta è alla base del progetto WIR, che da Roma preferisce colorare un pop-rock (con influenze alternative) di sfumature noir perniciose ed indelebili, piuttosto che accontentarsi di uno scontato rosa sbiadito. Unusual Romance è l’epopea dell’amore vissuto ai giorni nostri, una sorta di the rise and fall of Love, che trova nelle melodie dirette della chitarra di Erica Cuda e nella sezione ritmica arrembante di Fulvio D’Alessio e Stefano Marabelli, rotondità che toccano un post-punk (per non dire già new-wave) nostalgico ed essenziale. Fatti le ossa nei locali romani con discrete soddisfazioni, i WIR trovano la costanza e l’ordinarietà con l’attuale line-up, graffiante quando serve e contemplativa nei sobbalzi più emozionali che il disco concede.
Unusual Romance è l’arcobaleno degli stati d’animo amorosi e delle situazioni che possono capitare in una storia adulta, come se la band avesse voluto in soli quattro brani, condensare la personale rivincita verso la materia più cantata al mondo. Senza una retorica livida e dolorosa, l’evoluzione dei WIR appare subito metodica e forse un tantino distaccata, ma probabilmente è nel rimanere oggettivi che si riescono a cogliere quelle sfumature profonde, che ad occhio nudo altrimenti non si riuscirebbero ad afferrare. Le diverse vicissitudini qui cantate, tuttavia hanno come unico filo comune il desiderio di amare e di essere rispettati, trovando in una sensibilità magari non immediata, quella verità insindacabile che rimane appiccicata alla pelle anche dopo un solo ascolto.
WIR Unusual RomanceLa dignità ed il coraggio di intraprendere la sfida amorosa, diventano così un messaggio originale da esportare in un alternative rock in avanzata fase di costruzione. L’incipit in stile hollywood-rock di Borderline -colorato da un bending di chitarra ripetitivo ed ipnotico- mettono subito in chiaro che questo disco non è una raccolta di ballate a cuor leggero. Distorsioni dosate ed una potenza ruvida della sezione ritmica ricordano un female-rock anni ’80 (chi ha detto Bangles o ancora più indietro Runaways ?), fortunatamente meno isterico ed stridulo dell’originale. Nonostante un’apertura rockettara, il prosieguo dell’ep mostra carte diverse, che spaziano da un’algida wave ad un controllato art-rock poco barocco e più minimalista; Hospital è forse la ballata più matura del lotto, evidenziando arrangiamenti puliti ed un uso intelligente del backing vocals di Stefano Marabelli a constare parzialmente la vocalità profonda di Valentina Barletta. Unica pecca il bridge finale che ricorda in qualche dinamica quello degli Editors in Smokers outside at the hospital doors, per il resto il brano si riprende bene e chiude in crescendo con maggiore enfasi, ed alzando un tantino i volumi.
Dalle atmosfere punkeggianti sponda Blondie si presenta la frizzante Humanimals, colta ed interessante metafora tra il regno animale e quello “umano”, che non sembra avere troppe differenze nel campo dei sentimenti. Calma e placida è la chiusura con 1999, nel quale un basso sinuoso detta i tempi, mentre percussioni tribali enfatizzano il tono del cantato passionale e primordiale; interessanti i cambi di stile lungo il brano, specie nell’entrata di una sei corde dispotica ma ammaestrabile: un buon sentiero da approfondire in futuro!

Buona la prima per i WIR, con qualcosa ancora da limare a livello di chimica ed armonia, ma sostanzialmente Unusual Romance suona come effettivamente dovrebbe suonare un esordio che va oltre il solito biglietto da visita; ruvido e magari volutamente incompleto come a volte è l’amore ed il cuore martoriato, ma felice, di chi non perde mai la voglia di amare … e questo non è poco!

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recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

 

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