Colder (ep) – Red Lines

Uscito lo scorso dicembre, ecco fare capolino Colder, secondo lavoro sulla breve distanza dei bresciani Red Lines, confermando le morbide atmosfere synth-pop già abbozzate nell’omonimo esordio.
Marianna Pluda e Simone Apostoli sono i giovanissimi (e reciprocamente intercambiabili) componenti di un duo tutto keyboards&guitars. Un dream-pop evoluto e non troppo stucchevole, che alterna momenti molto evocativi, con passaggi più densi e crepuscolari. Tre inediti più un remix (rivisitazione di un brano del primo ep), che denotano buona capacità di sintesi e gettano decisi le basi per quello che può essere in futuro un formato più consistente.
Colder - Red LinesNelle chiare tonalità vocali di Marianna Pluda (a tratti inframmezzata da quelle più ruvide di  Simone Apostoli) sono udibili influenze soffuse soul, ma anche un cospicuo bagaglio art-rock che si snoda da tastiere carillon e fraseggi di chitarra decisamente modulati tra echi, delay e sospensioni davvero ben centellinate. I Red Lines trovano le giuste distanze negli arrangiamenti e nella composizione, per abbracciare sì con ardore le proprie passioni musicali, ma senza cadere nel tranello di un’emulazione new-wave, che si rivelerebbe poco sensata. Incroci tra un passato musicale vagamente darkeggiante ed attuali tendenze mosse da un pop dilatato e sospeso tra nenie synth, i Red Lines compiono un piccolo gioiello di coesione ed intensità.
Colder è certamente il brano più rotondo: squillante nelle vocalità e fresco in un mid-tempo dream-pop in bilico tra l’onirismo dei Beach House e la tensione chitarristica sponda The xx. Tuttavia i riferimenti sono puramente intuitivi, le componenti originali sono vivaci e potenti, rendendo il brano una caramella zuccherosa con un finale lievemente amaro da tagliare in due le papille gustative. Il successivo Give you up, mostra velocità più ragionate, verso un lungo divenire agrodolce e molto emotivo; bellissimo e melodico il chorus, che cavalca con progressione una sottile energia pronta ad esplodere, nel pathos protratto nel tempo dei synth.
Control (ripresa e proseguita dal precedente ep) devia in tonalità più acide e viscide, preferendo il cantato a due voci (vagamente, ma molto vagamente in stile The xx) per enfatizzare con maggiore concretezza le ruvidità di un brano che mostra buone potenzialità anche oltre l’ordinario pop elettrificato. Per concludere il remix di Drowing per mano di Mulai (alias Giovanni Bruni Zani), che originariamente si presentava isterica e “reggaeggiante”, mentre in questa veste naviga a vele scoperte verso sonorità affini elettro-dub, senza tuttavia snaturare l’essenza primigenia del brano.

Colder è un ep compatto e ben costruito, che assieme all’omonimo del maggio 2016, proietta i Red Lines in un possibile trampolino di lancio verso nuove avventure, magari in long-playing. L’attitudine pop è molto curata ma anche in vena di sperimentazioni successive, che non possono che arricchire il bagaglio musicale del duo, ancora nel pieno della loro gioventù elettro-sonica! 

Red Lines facebook
Red Lines soundcloud

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

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