Intervista ai Loners: un sogno “emergente”

 

Loners >>> I remember a dream  leggi recensione

La vostra storia come duo artistico Barbagallo-Rizzuto nasce da un semplice sogno adolescenziale che con gli anni e la passione, si tramuta in realtà. Una caparbietà che dalla fine degli anni ’70 con una chitarra malandata giunge fino a oggi: ma com’è cambiato il modo di far musica da allora, mi riferisco non solo all’approccio di stesura ma anche alle possibilità di emergere che offre oggi il nostro paese, e come viene percepito tutto questo dal pubblico?
Sicuramente l’approccio alla stesura è notevolmente cambiato grazie alla tecnologia. Per quanto riguarda la possibilità di emergere in Italia, se per emergere consideriamo notorietà e successo, questo, come del resto in altri paesi, è oggi molto condizionato da eventi telesivi come i talent-show e SanRemo. Crediamo quindi che , per chi come noi propone una musica fuori da quei canoni, questo sia abbastanza difficile. Tuttavia avere delle buone critiche dalla stampa specializzata e quindi la possibilità di proporre concerti anche al di fuori del nostro territorio, è comunque un modo di “emergere”.

L’eterna diatriba tra nord e sud assume contorni sempre più marcati se discutiamo di musica. Perchè secondo voi, siciliani doc, è così difficile per il meridione farsi conoscere a livello nazionale? È solo perchè i centri del mainstream sono localizzati al nord o c’è a priori una vera e propria discriminazione verso il sud?
L’unica cosa che riteniamo reale della tua domanda è il fatto che sicuramente i centri del mainstream sono piu localizzati al nord. Tuttavia negli ultimi anni sono emersi tanti artisti provenienti dal Sud : c’è la scena catanese (Carmen Consoli, Mario Venuti, Mario Biondi), la scena pugliese (Negroamaro in testa), per non parlare di Napoli o Roma.

Le labels indipendenti sfruttano le potenzialità del web per farsi conoscere e promuovere il più possibile le band o le micro-scena locali che spuntano con sempre più frequenza. Cosa ne pensate a riguardo? Sono una realtà estremamente positiva, o notate delle zone d’ombra? Avete mai pensato, magari in futuro, di dedicarvi interamente alla produzione?
Consideriamo la cosa estremamente positiva. Anni fa, realtà come la nostra avrebbero dovuto faticare parecchio per avere un minimo di notorietà e la possibilità di pubblicare un album. Oggi questo è possibile. Chiaramente (e torniamo al discorso di prima) tutto ciò è dedicato agli appassionati ed agli addetti ai lavori.
No, non abbiamo pensato al momento di dedicarci interamente alla produzione.

Il vostro stile non è certo un indie modaiolo da ballroom, anzi il blues-rock che proponete sembra essere indirizzato ad un pubblico adulto o comunque dall’orecchio fino ed affamato di buona musica. Il pubblico più giovane riesce a recepire i vostri sforzi e la passionalità della vostra musica? Raccontateci qualche episodio nei live dei Loners che vi è rimasto più impresso …
La nostra musica è indirizzata a tutti. Il pubblico a cui ci rivolgiamo attualmente tramite i canali indie, è sicuramente preparato per apprezzare e/o giudicare la nostra. musica, a prescindere dall’età. Del resto Carlo Barbagallo, produttore dell’album, ha 26 anni, ed anche tutti i musicisti che hanno partecipato alla realizzazione del disco hanno piu o meno la stessa età. Abbiamo ancora all’attivo pochissimi live per raccontare un episodio significativo.

Il progetto Loners è destinato a proseguire o avrà eventuali sbocchi solisti nel futuro?
Come Loners, abbiamo già alcune bozze di canzoni per il secondo album e stiamo preparando il live di “I remember a dream” per il 2011. In ogni caso sia Salvo che Carlo lavorano parallelamente a progetti solisti.

 


 
Loners bandcamp
  Barbagallo bandcamp
  Boom Devil Records sito ufficiale 

Intervistati da Poisonheart

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