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The Rise and Fall of Black Metal (parte I)

Aldilà di ciò che si è soliti credere, il Black Metal ha una storia lunga quasi trenta anni, ebbene sì il sottogenere più tetro ed estremo del metal ha origini che risalgono al periodo della NWOBHM.

Tra le miriadi di band che nacquero nel periodo d’oro della scena metal londinese, ce n’ era una proveniente da Newcastle che per prima in assoluto trattava di tematiche occulte “self-made”, questa risponde al nome di Venom, un trio che faceva di tutto per apparire più cattivo ed estremo possibile, ma che obiettivamente era tutto fuorché capace di suonare con tecnica sublime. Ad ogni modo dei primi due album della band fece scalpore l’iconografia (la copertina con il pentacolo del diavolo di “Welcome to Hell” , 1981, parla chiaro):  qualcosa di mai visto prima, anche se la band era la prima a non prendere sul serio le proprie ideologie pagane! Il secondo disco invece è quello più famoso, proprio perché il nome dell’ album “Black Metal”  (1982) ha finito per imporre il nome ad un’intera scena musicale.

Il successo però dura ancora per poco,  la scena metal londinese va progressivamente scemando, in compenso rimanendo nei confini europei,  più precisamente in Danimarca, giunge lieto l’esordio dei Mercyful Fate. La band fu la prima a spaventare legioni di conservatori, tanto da finire nel mirino del PMRC:  le tematiche dei testi vanno ben oltre a quelle usate dai colleghi Venom, il gruppo infatti è il primo a parlare esplicitamente di necrofilia e di riti satanici con dovizia di particolari. Il PMRC prese di mira il testo del brano “Into the Coven”, (da “Melissa“, 1983): l’associazione capeggiata dalla moglie di Al Gore non andava giù la parte in cui la band danese cantava: «Spogliati fino a che non sei nudo, indossa questo bianco vestito, prendi questa croce bianca e dirigiti al centro del cerchio, vieni nella mia setta e diventa il figlio di lucifero». Nonostante ciò la band di King Diamond musicalmente era ancora troppo legata alla NWOBHM, siamo in una fase di transizione, il black metal è però in fase di gestazione !!!

La vera svolta musicale della scena estrema arrivò a sorpresa dall’oltreoceano, il merito va al controverso “Hell Awaits” (1985) degli Slayer, il gruppo invece di continuare sulle sonorità thrash-metal dell’esordio sterzano pericolosamente su lidi inesplorati e gettano involontariamente (o forse no…) le basi per generi come il Black e il Death Metal. Il tutto si esaurisce presto,  gli Slayer tornarono ben presto sui loro passi con il successivo “Reign in Blood” del 1986.
Tuttavia l’eredità di quell’album viene colta del vecchio continente, e due band ne daranno un giusto seguito anche spruzzate da avanguardie più intime ed esoteriche: ecco a voi  gli svizzeri Celtic Frost (da segnarsi “To Mega Therion“del 1985) e gli svedesi Bathory (“Under the sign of the Black Mark“, 1987). Entrambi portarono nel metal estremo qualcosa di veramente nuovo, che andava ben oltre al thrash, non tanto per quanto riguarda la velocità esecutiva, più che altro per l’uso particolare della voce (che rischiava di somigliare ad un latrato dall’oltretomba) e delle tastiere. Il brano Massacre dei Bathory lancia un anatema sulla confinante Norvegia, era nato il black metal …

 

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