We Were Wilde – The Feralines

Per fare questa cake sonora, prendete come una ritmica tipicamente indie-rock, aggiungeteci qualche riff veloce che ammicca al corporate-punk, un cucchiaio bello raso di emozioni da ballads anglo-americana, spolverate con una buona dinamica e volumi convinti, fate cuocere tra melodie pop e ruggiti più rockettati: la frolla The Feralines risulterà croccante e gustosa per tutti i palati.
Dalla periferia milanese ecco fare capolino un quartetto che invece di intestardirsi in sperimentazioni o contaminazioni elettro-indie, preferisce proporre un sound che forse non brilla per originalità, ma che prende una forma canzone consolidata -con non disprezzabile odore radiofonico. e la suona con grande convinzione ed energia verso lidi rock ‘n’ roll.

the feralines we were wildeFormatisi nel 2013, dopo qualche anno di gavetta e di stabilizzazione della line-up, ecco la pubblicazione (per la Rocketman Records) di We Were Wilde, un esordio che racconta senza troppi fronzoli il deciso percorso musicale compiuto dai Feralines. Arrangiamenti limati, armonie pop lineari, ed un indole tardo romantica sono le peculiarità che si scorgono sin da subito e che destano senza smorfie l’attenzione dell’ascoltatore: il soffice intro di una chitarra pulitissima nell’agrodolce Tonight, parla da solo. Un cantato delicato naviga su di un velluto musicale crunch, che non esagera durante il ritornello in saliscendi distorti e fangosi, preferendo l’orecchiabilità ed una rotondità d’insieme che non disdegna cori e soluzioni melodiche. Polaroid di vita, ricordi, emozioni e delusioni personali vengono trattate dai Feralines con grande cura ed tatto, rimarcando un indole estetica precisa, che non intende strabordare dai binari musicali già consolidati. Questa omogeneità è confermata lungo tutto l’ascolto di ciascuna delle 10 tracce, nonostante qualche leggera virata di volume. Dalle ballate di estrazione pop (come la fin troppo sdolcinata Slowly), passando alle ruggenti combo chitarra-basso-batteria di Losing Control, ad un più canonico rock ‘n’ roll  famelico di Rainy Day, toccando infine il ruvido bubblegum (sponda Ramones di Road to Ruin) in Fucking Great.
Personalmente The Feralines mi convincono soprattutto quando alzano i volumi e lasciano libera di urlare una dinamica scaltra e debitrice di un rock puro e d’ispirazione seventies (Destabilized, ad esempio); mentre nei momenti più riflessivi, il quartetto mostra grande volontà e ottime interpretazioni (vedasi This is Life), ma sovviene l’impressione che manchi quel lato di spericolata personalizzazione che renderebbe i brani più accattivanti e lo-fi, perdendo decisamente il caldo -ma talvolta d’intralcio- manto radiofonico.

We Were Wilde scorre leggero e godibile (un plauso a Comix, brano spontaneo e sincero) per tutta la sua durata, delineando tutti i lati positivi della musica dei Feralines che saranno facilmente confermati anche in futuro: le ottime trame pop-rock sono già certezze! Affinando il dialogo tra chitarre e portando qualche soluzione sonora più spregiudicata, la maturazione artistica sarà facilmente compiuta, senza scomodare synth o scorciatoie elettro-pop, che andrebbero a guastare il sottobosco rock ‘n’ roll di cui i Feralines dovrebbero andare fieri.

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recensito da Poisonheart

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