I wanna burn (ep) – You are the Cake

Tornano a pochi mesi di distanza dall’ep d’esordio (leggi recensione) il duo You are the Cake con un altro piccolo formato (e non sarà destinato ad essere l’ultimo dato che in cantiere c’è tanto altro materiale nuovo!) che solo marginalmente prosegue la strada del precedessore, concedendosi libertà speciali che aleggiano sopra qualsiasi genere e stile. I wanna burn possiede quindi il coraggio della sperimentazione, ove elettronica e chitarre s’incontrano per un appuntamento al buio senza timidezze o frenesie, risultando rarefatta in alcune dinamiche più melodiche, come quasi a mettere i puntini di sospensione. Nuvole di suono si scontrano, talvolta si evitano semplicemente, cercando sempre la via più istintiva per creare qualcosa che possa apparire nuovo, ma anche autorevole e libero da infatuazioni specifiche. Ecco che in questo ep, si passa dalla psichedelia più cervellotica, al dream-pop contemplativo, sostando più e più volte presso il lato oscuro degli anni ’70, con contaminazioni elettriche non trascurabili. Un frullato musicale che i You are the Cake non esitano ad ingurgitare tutto d’un fiato; la voce di Caterina Sandri mantiene tonalità acute e squillanti, ma rispetto all’ep d’esordio ne possiamo apprezzare anche le sfumature più sbarazzine o quelle più delicate quando la situazione lo richiede, mentre dietro qualsiasi muro di suono giace, quasi esanime, Stefano Ordazzo stremato dalla sua suite di vibrazioni tra corde, tasti ed editing digitali.

You are the Cake - I wanna burnMusica fatta con le proprie mani, poiché i You are the Cake ci mettono l’istinto ed una candida voglia di spregiudicatezza, così se il brano I wanna burn che da il titolo all’ep, appare la dinamica continuazione del progetto iniziale, le successive canzoni prendono ognuna una strada diversa. Dall’eclettica (I’ve got) Levitation cover degli ahimé poco conosciuti 13th Floor Elevators maestri della sperimentazione seventies, alla ipnotica Another Sun, passano intere galassie musicali. Eppure è un progressivo avvicinamento alla completa libertà d’espressione, che se con la cover dei 13th Floor Elevators mantiene un groove maculato tipico di altre produzioni You are the Cake, in Another Sun lo sbalzo di latitudine è davvero evidente. Echi lontanissimi ruotano freneticamente attorno ad un letto sonoro ballabile e martellante, che nonostante tutto mantiene un’anima morbida e melodica.
Il colpo che non t’aspetti però arriva con The Edge of the Universe, che si spinge oltre, confezionando un brano che ricorda i primi esperimenti elettronici di Björk depurati però di tutta la collezione di archi e fiati, mantenendo a sorpresa qualche arpeggio acustico di chitarra pronto a destabilizzare l’evocativa matassa elettronica. Se alla lunga l’esperimento può apparire azzardato, le giuste misure trovano la loro perfetta dimensione con la magnifica Silently, nel quale gli arrangiamenti si sdoppiano in più livelli, tra dolcezza e ferocia, durante il saliscendi dei volumi. Il cantato è evocativo ma sofferto allo stesso tempo, trattenendo solo la tensione necessaria e rilasciando, sotto forma di fraseggi elettronici, quella di troppo. Scritta nella notte più magica dell’anno, Silently si porta appresso tutta la disillusione ed il languore della solitudine, pronta per una trasfigurazione definitiva, una metamorfosi che promette un raggio di sole, una nuova speranza, una rinascita per parte da dentro.

Con I wanna burn, i You are the Cake non si risparmiano nelle soluzioni musicali e nelle idee melodiche, anzi alzano ancora di più l’asticella promuovendo una sperimentazione che nei prossimi ep (ce ne sarebbero in cantiere almeno altri due) potrebbe essere ancora più spinta e disinvolta; di certo nessun indizio è lasciato al caso … noi rimaniamo con le orecchie vigili …

 

You are the Cake sito ufficiale
You are the Cake twitter
You are the Cake soundcloud
You are the Cake youtube

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass


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