The Irresistible New Cult of Selenium – John Malkovitch!

The Irresistible New Cult of Selenium - John Malkovitch!C’è da dire subito che I Dischi del Minollo hanno sempre avuto buon orecchio e ottimo gusto per le proprie produzioni, quindi non sorprende la cura e la potenza stilistica di un quartetto all’esordio come i John Malkovitch! Nati nel recenti 2016, le chitarre di Luca Santi e Leonardo Tommasi e la sezione ritmica di Manuel Negozio al basso e Francesco Tiberi, si allineano ad un post-rock violento nelle dinamiche e sinuoso nelle discese di volumi ed effetti. Swans e Brian Jonestown Massacre sembrano essere influenze possibili ma non stringenti, tuttavia la personale attitudine nell’erigere muri sonori è una qualità naturale che riesce molto al quartetto. Dilatato nello spazio, The Irresistible New Cult of Selenium è un disco contaminato da una languida ricerca di suoni e sensazioni, le cui scalate sono costanti e ragionate, mosse da arrangiamenti corposi ed a tratti minimali, senza lasciare nulla al caso. Rasente ad uno shoegaze edulcorato, la musica dei John Malkovitch! si evolve ad ogni nuovo ascolto, rendendo effimera la mancanza del cantato, ed anzi apprezzando in misura maggiore i movimenti di chitarra, basso e batteria.
Quattro tracce solamente, che si amalgamano una sull’altra in un vortice sonico ispido e rilassato nello stesso istante, partendo dall’iniziale Darker Underneath the Surface dagli spessi contorni goth, eppure con melliflue escursioni nell’art-rock -toccando melodie molto piacevoli ed orecchiabili-, almeno fintantoché una tempesta sonora non faccia tabula rasa di tutto, lasciando l’ascoltatore colpito, sorpreso, ma anche soddisfatto. Molto più complessa nella dinamica è Twice in a moment, once in a lifetime, che nel corso di quasi venti minuti cambia pelle, velocità, intensità e potenza. Una caratteristica ben definita nei John Malkovitch!, quella di troncare di netto una melodia, cambiando scenario per ricominciare così a tessere nuove trame sonore: ne è esempio la chiusura di questo brano, letteralmente “tranciato a morsi” quando non si aspettava altro che un melenso fade-out.
Le rimanenti due tracce si pongono agli estremi: Zenit e Nadir rappresentano una dichiarazione d’intenti post-rock senza alcuna mossa a priori prevedibile. E’ il flusso naturale della musica a travolgere i componenti stessi, una sorta di happening malinconico, tra delay soffusi, arpeggi liquidi ed echi cavernosi avvolti nel mistero. Le cuspidi fuzzose di chitarra tagliano di netto la nenia in cui a momenti i John Malkovitch! vi si adagiano, imprimendo una scarica sovversiva ad una proposta ben arrangiata ed interpretata. La registrazione in presa diretta (agli Busthard Studios di Terni) non fa che rimarcare l’energia endemica che la band produce, rilasciando anche in cuffia un’enfasi coinvolgente per il fruitore finale.

The Irresistible New Cult of Selenium (co-prodotto da Edison Box) è un esordio potente e ben marcato su sonorità ruvide, capace di emozionare quando i volumi si abbassano ed i ritmi rallentano, e rilasciare endorfine acriliche quando le chitarre ruggiscono e la ritmica si alza in piedi. I John Malkovitch! stazionano fieri in una zona grigia tra ambient e post-rock, senza porsi limiti (vedi il minutaggio dei brani!) in una continua ricerca sonora personale ed in qualche modo anche spirituale!

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recensito da Poisonheart

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