Tascam Love – AustraliA

Gli AustraliA sono un duo composto da Olga e Mr. Xicano, nati nel 2013 -ma che potrebbero benissimo appartenere ai postumi dell’ondata punk 77- che si divertono come matti a suonare e comporre musica a bassa qualità su un registratore 4 piste. Lo-fi oltre il lo-fi, che troppo facilmente si appicca addosso a quelle band che prendono una chitarra in mano e registrano in presa diretta. Eppure nel caso degli AustraliA, il grezzo della produzione non è solo voluto, ma appartiene ad un’etica ben precisa, ben radicata nelle idee del duo. Un post-punk trucido ed irruento nelle movenze, che allo stesso tempo assume pose vivaci -persino giocose- in un mood scarlatto ed irriverente.
Tascam Love - AustraliATascam Love è il terzo lavoro degli AustraliA, che dopo le cuspidi elettro-pop del predecessore The Very Truth (2016), torna sulle orme dello squilibrato esordio Robot (2013) limandone se possibile gli angoli più acuti. Synth impazienti e giri di chitarra semplici ma esplosivi, corrono lungo 10 tracce abrasive e sporchissime, confezionando una coerenza di forma che non concede pause di riflessione, ma che allo stesso tempo non staziona nel mono-tono. Al limite del rumore bianco, il disco offre un’onda adrenalinica limpida e costante, con quel retrogusto lievemente deviato e distorto che rende decisamente piccante l’ascolto. La cover Drop the Boy dei Bros viene spogliata, destrutturata e re-incollata come un collage tipicamente punk, svelandone un’anima sovversiva, altrimenti impensabile nella versione originale. Tuttavia sono i giri al limite del dream-pop dei synth a regalare le maggiori soddisfazioni, come nella curata nenia parabolica di A Signal, o nella beachhousiana How to write mesmerizing song delicata -eppure potente- come il battito d’ali di un colibrì.
Fantastici per incisività gli episodi più spiccatamente punk, One of These Nights sembra uscita dal palco del C.B.G.B.’s -manca solo un one-two-three-four alla Ramones- mentre il bubblegum agrodolce di My Light is Shining conferma come la lezione do-it-yourself sia stata imparata a menadito dagli AustraliA. Tracce di un Daniel Johnston lisergico in I’m sorry that nothing exists, mentre meravigliosa è la giostra sonora plasticosa ed ironica di All my friends are still dead, a mio personale parere la migliore del disco.

Soluzioni agli antipodi per due brani nella seconda parte di Tascam Love: dapprima il mood evoluto di Try in Vain, quasi come a trovare una quadratura perfetta tra melodia orecchiabile ed un intransigente approccio homemade; poi l’istintiva ed incontrollata A prayer to accept Satan as my Lord and Savior, un metempsicotico viaggio tra suoni e velocità diverse, che supera il fine a se stesso per approdare in regioni sonore remote, oscure -che se razionalizzate- potrebbero diventare il bagaglio futuro degli AustraliA.

Tascam Love (diNotte Records / Resurrection Records) va accettato per come viene: pura ed incontaminata espressione di un punk-android stonato, sgraziato, recalcitrante al nuovo che avanza; suonando -per ironia della sorte- fresco nell’energia nonostante appaia distrattamente anacronistico nella forma. Un’espressione coraggiosa, che in pochi hanno saputo affrontare, e di questo gli AustraliA non possono che esserne gelosamente fieri.

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recensito da Poisonheart

 

 

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