Super – Paletti

Paletti - SuperLa prima uscita 2018 della Woodworm Label è la piacevole conferma dell’elettro-pop ironico di Paletti, che con Super prova ad affondare il colpo nel panorama indie italiano, tra ballate stralunate, riflessioni taglienti ed il solito bagaglio di sagacia ed attualità che contraddistingue la propria discografia. Un terzo lavoro che si allontana drasticamente alla varietà sonora dell’esordio Ergo Sum (2014) e che invece si attesta sulle dinamiche easy-pop di Qui e Ora (2015), trovando -in qualche lirica azzeccata su di uno sfondo molto più minimale ed a tratti raffinato- la quadratura del cerchio di un percorso musicale ben preciso, pronto forse al salto verso una fascia di pubblico più ampio.
Conquistato dal ritornello di La notte è giovane Sono anni che provate a dirmi che la notte è giovane ma giovane non è» ) ecco che si ripresenta un pop sintetico, striminzito, ma efficacissimo nell’appiccicarsi in testa con un chorus ruffiano, ma fatto anche di sostanza. Il tema di Super (su la cui copertina spicca un esultante Socrates con la maglia bianconera del Corinthians) sembra essere infatti quello della forza di volontà nell’affrontare le sfide della vita, elidendo da subito l’immediato lato “agonistico”, e concentrandosi invece sulla polivalenza delle emozioni e delle situazioni che macchiano il quotidiano. Un disco dalle grandi potenzialità tematiche, che però non rinuncia alla facilità, all’esemplificazione elementare (con il rischio di scivolare pure nel banale), che tuttavia alla lunga esce incolume dal pericoloso burrone dell’ascolto generalista.
L’inizio è certamente promettente sotto il punto di vista lirico (A che serve l’amore) e melodico (Lui, Lei, L’altro), diviso tra un no sense spontaneo, giochi di parole e significati molto efficaci ed una dinamica pressurizzata verso una forma canzone che odora di ballata disillusa ed indipendente. Tuttavia la deriva pop è dietro l’angolo, ed a tratti Super soffre di apnee troppo radiofoniche per essere coerenti con l’iniziale spirito del disco: Nonostante Tutto (ballata alla The Giornalisti) ne è un interessante esempio, anche se rimane innegabile la sua potenza espressiva.
Ad ogni modo, Paletti mantiene la lucidità necessaria in Eneide, ove tira fuori versi che spezzano una retorica classicista e narcisista. La co-produzione con Matteo Cantaluppi (Ex-Otago e The Giornalisti) chiarisce immediatamente ogni possibilità di complotto: l’anima pop di Super è cercata e voluta, come estrema ratio di un indie italiano sempre più coraggioso nell’approdare (o almeno nel provarci) al salto verso la grande distribuzione. 
Attuale ed a tratti caustico, Paletti riprende la penna buona per buttare giù Chat ti amo, evidenziando tutti i limiti delle relazioni umane e delle scorciatoie emotive per limitare i danni collaterali del mal d’amore («chat ti amo stasera ma anche domani finché connessione non ci separi») trovando -ovvi, ma efficaci- immagini dal linguaggio degli internauti più incalliti.

Scrittura a tratti poderosa e che arriva dritta al punto, in Super convivono l’anima espressiva di un cantautorato facile e le ampie parabole di un pop gommoso, con qualche licenza all’arrangiamento erudito, ma senza appesantire un ascolto che scivola via leggiadro e senza intoppi. Paletti raccoglie tutte le insicurezze di un’epoca, le tagliuzza e poi le mette in rima, trovando una via di comunicazione critica e sagace allo stesso tempo, consegnando all’indie italiano una manifestazione di attualità svuotata dai soliti e idolatrati cliché emotivi.

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recensito da Poisonheart

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