Shameless (ep) – Dorom Dazed

Grossi nembi scuri calano sopra pensieri così introspettivi e diretti: è questa la prima impressione durante l’ascolto di Shameless, nel quale Tiziano Piu trova nel progetto Dorom Dazed una valvola di sfogo emotivo-musicale, tra dinamiche rockeggianti e feedback nineties che hanno quel dolce sapore del rimpianto. Coadiuvato dalla sezione ritmica di Giovanni Serra ed Alessandro Castellano, viene registrato questo extended-play dalle forti connotazioni rumorose e ruvide, che all’apparenza avrebbe dovuto rappresentare una prova solista retta da una corposa dose di buone collaborazioni.
Shameless - Dorom DazedTuttavia l’incontro, in fase di lavorazione e registrazione, con la chitarra di Federico Diana diviene determinante per estendere il progetto ad un duo dalle velleità esplosive. Se il pacchetto iniziale di Shameless mostra un discreto omaggio a tutto quello che di fuzzoso c’era negli anni novanta alternativi (dai postumi del grunge annata ’91, a qualche virata industrial dei primi e minimali Nine Inch Nails), è altrettanto lampante come le sonorità non si reggano unicamente sul saliscendi dei volumi, ma che l’energia rilasciata derivi da arrangiamenti studiati e da cambi di tempo puntuali ma liberi da schemi prevedibili. Il giochetto verse-chorus-verse non trova molto appeal nelle quattro tracce del disco, anzi, l’incastro degli strumenti è omogeneo da non dipendere mai solamente dalla chitarra. Qualche reminiscenza metal dalla East Bay Area si respira nei momenti di maggiore enfasi e carica e nella voce rotta e strozzata di Tiziano Piu, ad ogni modo la retorica esaltata è sapientemente contenuta, rendendo i ritornelli secchi e gradevoli.
L’intro lento, limpido ed arpeggiato di It’s not Me, evidenzia la volontà di aprire con una tensione progressiva che solletica le tematiche solitarie e rabbiose di questo disco. Una sorta di insolenza ribelle vive sottopelle, mentre le chitarre tremano di distorsione e la sezione ritmica ad ondate infiamma l’andatura in crescendo del brano: introspezione ed alienazione pura diventano così il pane quotidiano.
Dall’impronta più diretta ed istintiva è I Promise, primo singolo estratto da Shameless; un basso vibrante ed impastato getta granitiche basi per un brano che vive delle indecisioni e dei rimpianti che non possono essere trattenuti dentro, ed implodono ferocemente in soli due minuti e spiccioli. Distorted Dream mostra l’anima più nera ed cupa dell’intera produzione dei Dorom Dazed, svelando influenze interessanti anche per i successivi lavori; un onirismo non scontato cavalca le onde di chitarre nirvaniane, mentre il cantato diviene un lamento dalle viscere che non vuole sottomettersi al peso delle sofferenze. Il grumoso risalire di It Will Never Die è faticoso e graffiante, come deve essere ogni confessione emotiva piuttosto intima; come la stesura dei testi risente di determinati stati d’animo (o di agitazione) così la musica ne traduce le peculiarità, rafforzando quel concetto di disco intimista.

Nel futuro dei Dorom Dazed, oltre alla Ghost Record che ne cura la distribuzione, c’è sicuramente da affinare la chimica tra Tiziano Piu e Federico Diana, che potrebbe portare a virate più sperimentali apprezzate a sprazzi in Shameless. Dalla cover-art bellissima, questo ep non è solo l’esordio di un progetto musicale che si è evoluto strada facendo, ma rappresenta la pietra prima di una ricerca musicale che prossimamente potrebbe stupirci davvero favorevolmente … e noi attendiamo con le orecchie aperte!

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Ghost Record Label sito ufficiale

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

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