Same Names for Different Girls – Girless & The Orphan

Forse è così che avrebbe suonato un disco DIY (do-it-yourself, lo ricordo sempre!) se i nostri paladini vegetariani dalla A stellata avessero avuto una chitarra acustica. Girless and The Orphan è l’appetito underground di metà pomeriggio, che condensa in qualche chords e finger-picking di buona fattura; una lucida consapevolezza di ciò che l’etica indipendente più di vent’anni fa ha insegnato. Il testimone viene afferrato con presa sicura, e così si compie un disco simpatico all’udito e sostanzioso per i contenuti stilistici proposti.
I cenni biografici sono scarni poiché quello che conta è la musica, quindi vi basti sapere che Girless è voce e chitarra acustica, mentre il più “anziano” The Orphan si diletta con tutto ciò che di elettronico si può sentire in questo ep; non spaventatevi se udite percussioni o trame di basso, ad opera rispettivamente di Andrea Muccioli ed Ivan Tonelli (che mettono mano anche alla produzione).

Ora che tutti i nomi sono posizionati al posto giusto, parliamo di questo Same Name for Different Girls, titolo che cela un infantile malinconica misoginia di fondo, segno che i tempi per l’amore libero stanno cambiando.
La struttura delle sei tracce, edite da Stop!Records, si dimostra lineare; un folk soffocato da qualche scappatella tra fuzz, feedback e mielina pop: assolutamente Mark Lanegan docet.
Essere dello stato d’umore giusto aiuta all’ascolto, perciò volumi attenti alle sfumature che la voce di Girless e le plettrate di chitarra conferiscono alle emozioni colorate in chiaroscuro, in uno schema cantautorale limpido, essenziale, che punta al midollo sicuro di far centro. Ecco perché Another Place merita almeno il bis, bagnata di una nostalgia in bilico tra le rime del Michael Stipe dei primi ’90 e l’alienazione di un Tom Yorke seduto nell’angolo più buio della stanza. Sto parlando del brano migliore dei 5 proposti, e mi permetto anche uno dei migliori da quando faccio questo “ingrato” mestiere.
La passione scorre come un fiume di lava, grumoso e denso di peccati, occasioni mancate, rimpianti fusi come cera santificata; un filo conduttore che tra sbalzi d’intensità perdura per tutto il disco, dalla più canonica SNL alla fresca ed isterica post-bellica Wings Behind our Backs. Niente prodezze tecniche, niente grovigli sonici, la calma e l’immediatezza è quello che Girless and The Orphan vogliono offrire all’ascoltatore distratto che vaga nella nebbia del qualunquismo: As you Fall e November potrebbero essere il lenitivo tanto ricercato.
Un bell’inchino a questo bel ep: Stop! Records strikes again

contatti:
Girless & The Orphan site
Girless & The Orphan myspace
Girless & The Orphan twitter
Stop! Records site

 

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

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