Pipapop Corn Vol.1 – Pipapop Records

Pipapop Corn Vol. 1Ultimo disco del 2018 o primo del 2019? Difficile dirlo, specie se Pipapop Corn Vol.1, prima compilation della Pipapop Records, decide di uscire allo scoccare della mezzanotte nel passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno. Come ad insinuarsi furtivo in un microsolco di tempo quasi indefinito, impercettibile nella nostra dimensione (visione) della realtà, -ma forse- esteso e dilatato in altre forme di percezione di spazio-tempo. Un’essenza sospesa ribadita nelle 14 tracce, che oltre a riproporre alcuni artisti già appartenenti al rooster Pipapop Records, ospita anche altre realtà musicali interessanti, tra cui quella della label veneziana Beautiful Losers: l’unico e fondamentale comun denominatore è l’essere rigorosamente indipendenti!
Così se il venetian lo-folk (neologismo di sottogenere coniato dal sottoscritto e destinato quindi a passare inosservato!) proposto dalle due etichette, mira a ripopolare l’ecosistema independent -ultimamente in debito di ossigeno e credibilità- con nomi e brani freschi, è invero che in Pipapop Corn Vol.1 ci sia spazio anche per la sperimentazione e quella ricerca di indefinito (release date non casuale) e di non-catalogabile, mandando chiari segnali di rottura (e di novità) verso il vicolo cieco in cui l’indie italico si è oramai inequivocabilmente imbucato.

Volutamente, non entro nei dettagli di una compilation così variegata e ricca di spunti, preferendo lasciare solo un’indicazione per l’ascolto. Il punto di partenza è sicuramente la base folk tanto cara a Pipapop, confermata sin dai primi secondi di It Won’t Be Like That (Chalet Peach) con un sinuoso e caleidoscopico tocco psych, e del dinoccolato no-sense consolidato di Charles Wallace con Lot of Fun. Inseriti non a caso ad aprire la compilation, quasi a voler ricordare che l’essenza di tutto ha inizio dal folklore e dal do-it-yourself, da sempre punti cardine per qualsiasi etichetta indipendente.
Tra gli altri “veterani” Pipapop non potevano mancare i rintocchi sensibili di Emma Grace (The Tree), o l’eleganza strutturale -concedetemi alla Father John Misty- di Dnezzar con Low (Odd Days), passando ovviamente per il comandante in capo, Capitano Merletti, che invia a tutti gli ascoltatori una cartolina aliena (Alien’s Postcard from Planet Earth) dai toni onirici ed cosmici.
Beautiful Losers contribuisce invece con il minimalismo cristallino di A Red Idea (My Memories) e con la barrettiana Elephant Serenade, espressa e nostalgica dedica di Are You Real? al compianto leader dei Pink Floyd.
Un french spoken word viscerale sale in superficie con Azul in El instante, inaugurando un’espansione mentale e musicale, che a macchia di leopardo, tocca tanto orizzonti liserico-mediorientali (Fluctus Limb con Jaadoo जादू), quanto aspre e passionali ballate (Rosita Kèss nel mantra spirituale di Ayo). Il disilluso divenire di Homesick Suni (If I see Her Again), conferma la centralità del folk, ma colpisce anche per liquidità e ricercatezza sonora, mentre istanze più aggressive contrassegnano il graditissimo ritorno degli Elkann Henudo con Rinascere anima.
Chiudo con uno degli innumerevoli solo-project di Mauro da Re, A Big Silent Elephat con Doesn’t Count, e la ciclica ed introspettiva nenia di Brahmãṇḍīya – Activation, con il quale la Cosmic Orchestra fluttua tra musica ed esperienza sensoriale, rilasciando sempre piacevoli endorfine melodiche.

Lungi dall’essere la classica compilation per le feste, Pipapop Corn Vol.1, rappresenta la crescita e la direzione con cui Pipapop Records vuole proseguire la propria esperienza nel mondo della musica indipendente. Caparbia e consapevole dei rischi, l’etichetta promuove una musica dai forti connotati estetici e spirituali, che rinnega con decisione qualsiasi deriva mainstream: l’indie-sfiga non interessa, le stereotipate polaroid generazionali non fanno parte dell’essenza di questa compilation. Il do-it-yourself e la voglia di divertirsi nel far musica, invece sì. O come qualcuno ha scritto: Our little group has always been and always will until the end …

Pipapop Records sito ufficiale
Beautiful Losers sito ufficiale
Pipapop Corn Vol.1 bandcamp

recensito da Poisonheart

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