Paisley – Red Lines

Questo spazio di recensioni fu tra i primi a dedicare un’entusiastica recensione a Colder, secondo ep dei bresciani Red Lines (leggi recensione), fiutandone il talento e la bravura negli arrangiamenti.
Red Lines - PaisleyOra che Paisley -prima prova sulla lunga distanza del duo- assume i contorni di uno dei migliori dischi elettro-indie del 2018 per molte testate musicali, è interessante constatare come il duro lavoro e l’ostinazione di un progetto coerente e formativo possano anche dare importanti soddisfazioni.
La traccia da seguire è Colder, apripista nell’ep e riproposta senza modifiche nelle note finali di Paisley, poiché è in questo elettro-pop gommoso che si delineano le dinamiche convesse delle altre otto tracce. Pur senza fare eco all’indie elettronico che sta invadendo come un virus il mercato discografico italico, i Red Lines proseguono nella propria crescita personale, senza snaturare la loro indole anglosassone. Da soluzioni art-rock liquide, seguono risacche euro-pop brillanti, amalgamate con la sicurezza e la semplicità di stupire, dalla voce limpida di Marianna Pluda in Talk to me ai synth diluiti di Simone Apostoli in Say it. Infatuazioni dalla wave eighties d’oltreoceano e soffuse trame ambient nineties s’intrecciano e si mescolano durante l’ascolto del disco, mantenendo sotto controllo volumi e dinamiche dall’accento pop. Tomorrow non si svolge come la solita ed indomita nenia dream-pop malinconica, così come Control III (terza rivisitazione dell’omonimo brano contenuto nei primi due ep) assorbe la vacuità delle tonalità basse e perniciose, rendendosi minimale e tenebroso meglio di qualsiasi altra decadenza elettro-goth.

Nella parte centrale del disco maggiori libertà sono concesse alla cyber Rubber Spaceship, ove la ritmica scava lentamente un cunicolo ove lasciar sfogare il cantato verso un godibile ritornello pop; mentre variazioni ballabili ruotano attorno al convincente power-pop di 2 Am Surf. In chiusura, la rotondità di Together conferma la volontà dei Red Lines di trovare nuovi spunti alla struttura dei brani, scavalcando la rigidezza dei generi ed aprendo un pertugio per il futuro.
Potenzialmente dei Beach House anglo-bresciani, i Red Lines chiudono con Paisley un primo capitolo fondamentale della loro discografia; ispirati ed entusiasti, i loro secchi rintocchi dream-pop non solo trovano il plauso della spocchia indie dell’intera penisola, ma potrebbero fungere da apripista per altri gruppi synth-pop bresciani, in una delle scene indipendenti più interessanti (ampiamente trattata su queste pagine) degli ultimi quindic’anni!

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Red Lines soundcloud

recensito da Poisonheart

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