Laceradentro – Bliunò

I Bliunò sarebbero stati una band perfetta per lasciare almeno una traccia tangibile del passaggio della carretta post-punk o pre-wave degli anni ’80 italici. Ahimè, gli anni ’80 rimarranno quelli della “Milano da bere” (anche se questa affermazione meriterebbe un approfondimento!), mentre la soffocata musica di questa band s’agita nel mare piatto indie dei giorni nostri. Una mera ingiustizia! Eppure in Laceradentro, la filosofia commerciale si arrende ad un sound costruito nei dettagli, personale fino all’inverosimile. Ottimi i cambi di ritmo, sigillati da tenebrose trame di basso, nel quale il chorus non detona mai in un scontato e prefabbricato innalzarsi dei volumi. Una voce “megafonica” racconta massime urbane e celebra la luce di un fantomatico cambiamente: difficile non rimanere ben impressionati da Il ritorno del maestro.
Una musica che non parla “per sentito dire”, ma che vive di esperienze dirette, senza i soliti dogmi retorici sulle dinamiche dei sentimenti e le conseguenze inevitabili. Ecco che un brano dall’alto contenuto personale, può essere assimilato senza controindicazioni, Emozioni dal deserto, non vuole innaffiare i cuori aridi e martoriati dal dispiacere, anzi il ritmo da marcetta riesce sibillamente a deplorare ogni facile profanazione.
La band è indubbiamente legata alle sonorità affogate in litri e litri di flanger, e non a caso Per te l’invito ad un banchetto potrebbe appartenere al repertorio musicale di una band wave. Tuttavia la sferzata più aggressiva del brano e la velocità sostenuta delle percussioni, fanno decadere questo facile sillogismo. I Bliunò spaziano con la faccia tosta di chi è padrone della propria sorte, e la riprova se mai dovesse esserci la si ha con Un tocco di colore, un brano quasi battiatano ma dalle movenze pop senza indecisioni.
Nice try !

contatti:
Bliunò ‘s Facebook

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

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