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Delay (ep) – Margo Sanda

Nel comunicato stampa di questo primo lavoro di Margo Sanda (pseudonimo di Margherita Capuccini) vengono palesate influenze che spaziano dall’eclettica Grimes, al women-folk di Angel Olsen: dal primissimo ascolto non posso che confermare tali impressioni.

Margo Sanda DelayEppure nell’andare più a fondo in questo Delay, vi è uno sforzo di composizione e produzione che supera la volontà do-it-yourself per abbracciare l’arte grafica con connotati concettuali non banali, come si evince dalla cover art “baconiana” (ma senza il disagio interiore dell’artista dublinese). Nel modo di essere di Margo Sanda convive sia la musica che il disegno, intrecciandosi tra loro e sconfinando ciascuno il campo dell’altro: le sei tracce di questo ep mostrano una sinuosità paragonabile alle curve astratte dei suoi lavori grafici. Le visioni interiori o semplici estemporanee sensazioni dei suoi dipinti si possono in parte ritrovare anche nell’elaborazione della musica, senza che una cosa escluda l’altra, come un sottile filo conduttore inconscio.

Progetto solista nato nel 2016, mescola la tradizione e l’ispirazione di come nasce una canzone voce e chitarra con una decisa melassa di programming e soluzioni digitali, che rendono il sound complessivo di Margo Sanda ispirato, slacciandosi dal folk songwriting e strizzando l’occhio a sonorità ritmate al limite del ballabile. Tuttavia le liriche mantengono il contatto con un percorso personale ed artistico che viaggia su binari paralleli, in una forma canzone che esonda gli argini della pop musik per esplorare espressioni artistiche universali.
Il carrillon elettronico risuona per pochi secondi all’apertura di More, prima di espandersi verso un elettro-folk dal sapore rarefatto, mantenendo allo stesso tempo un carattere minimale nella forma (la ritmica beat ed asciutta) attraverso un cantato passionale ed armonioso. Echi e rimandi liquidi vengono confermati anche nella successiva Enjoy, nella quale è l’arpeggio di una chitarra a ricordare le radici folk di Margo Sanda, rivelando senza pudore un’emotività asciutta grazie al saliscendi di cori e di sospiri. Light Hat e Vuoto calcano maggiormente la mano verso impostazioni wave sospese e misteriose, la prima con l’eleganza di un moderno songwriting, la seconda verso sofisticazioni pop sufficientemente orecchiabili: entrambe perfette nell’accompagnare un viaggio tra la nebbia diurna verso sconfinate campagne astratte!
In chiusura Delay of evidenzia con grande coraggio gli estremi della musica di Margo Sanda: un’esplosività di sonorità beat, accompagnate da un sottofondo spettrale ed una vocalità sostenuta e sospirante. Mentre la lulaby finale di Malegola ricorda una Sharon Van Etten attraversata dall’elettricità psichedelica, intensa e fresca come raramente si sente quando la polvere del folk viene abbattuta dalle moderne tecnologie digitali.

Delay è un lavoro ispirato e ben confezionato che mette in risalto non solo la musica di Margo Sanda ma anche la sua arte: per ascoltare questo disco è impossibile scindere le due componenti. Le sonorità sospese ed evanescenti possiedono una buona originalità ed un buon gusto, battendo strade nuove rispetto alle produzioni che insistono sempre sugli stessi chiaroscuri dell’eletro-folk italico. Nice Try !

Margo Sanda facebook
Margo Sanda soundcloud
Margo Sanda drawings

recensito da Poisonheart

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