Controluce (ep) – Vitanova

Brescia -ed il suo hinterland- si conferma fucina prolifica di giovani indie-rock band, la cui forza centrifuga independent sborda i confini locali arrivando sin alle nostre orecchie: oggi tocca ai Vitanova.
Trio d’assalto datato 2011, i Vitanova prendono ispirazione dalle dinamiche del rock d’albione, grazie alla sei corde di Alessio Busi, capace di tessere sia perfette melodie, sia acrilici riff dall’alto contenuto rockettaro, mentre la sezione ritmica vede in Federico Mariotto (percussioni) ed in Andreas Busi (basso) fini tessitori di trame sonore piuttosto variopinte, strizzando di tanto in tanto l’occhio ad un sound più mellifluo e radiofonico.
Controluce VitanovaAlkaRecord Label sempre molto attenta nel circoscrivere sonorità alternative-rock dal palato italico, promuove l’uscita di Controluce, un extended-play che si articola in sei tracce compatte, a seguire un filo conduttore tematico che infiamma il presente e le piccole vicende che circondano i Vitanova. Emozioni livide, considerazioni razionali, descrizioni enfatiche e passionali vengono snocciolate attraverso un rock energetico, vibrante e molto logico nelle sue evoluzioni musicali: Come va (da cui è stato estratto un enigmatico videoclip) apre con un ipnotico riff di chitarra, a cui si sommano via via diversi livelli sonori, ad irrobustire il maculato divenire del basso e di una sostenuta batteria.
Il climax si tocca in un chorus potente e facilmente assimilabile, che tuttavia non necessità di “slogan” o immagini ruffianamente forti per adescare l’attenzione. L’altra punta di diamante è Elsa, primo singolo estratto ed antipasto molto interessante all’uscita di Controluce; un basso blueseggiante entra a gamba tesa in un mid-tempo minimale eppure molto elegante, prima di implodere in un cantato feroce ed in un crunch vigoroso e ben diluito, verso un crescendo puntuale e molto armonico.
Con queste premesse i Vitanova toccano le istanze giuste; un’aggressività sonora centellinata con molta attenzione, mantenendo un animo pop-rock serio e profondo, attraverso anche una buona ricerca di arrangiamenti mai casuali o istintivi. I contenuti lirici toccano le corde di un’attualità martellante e pressante, senza tuttavia quell’ansia spasmodica della critica o della provocazione fine a se stessa: umili ed intimi, i Vitanova, filtrano il presente attraverso le proprie esperienze personali. Ecco che un brano come Bel giro, persevera nel fotografare emozioni e sensazioni, senza tuttavia essere assillante o monotono; Giuda invece fa emergere quell’ipocrisia “amichevole” che serpeggia con disinvoltura nel quotidiano di ciascuno di noi. La ricerca dell’innocenza e di una verità sempre a qualche palmo di distanza, sono temi ricorrenti nella musica dei Vitanova, che senza retorica provano a trovare la ricetta per un vivere armonioso e lontano da qualsiasi fantasma passato.  L’epilogo del disco propone la buona variante di Fiume, attraverso un sound più cupo e riflessivo (con non trascurabili fiammate hard-rock); mentre Tu e Dio è una ballata narcolettica dal sapore quasi eighties, nevrotica e frammentaria si evolve in maniera imprevedibile verso un inno post-punk dalle sonorità coloratissime.

Controluce è la prova inconfutabile della maturità artistica di questo trio, che senza palesare modaiole trame indie-rock, suona della musica sincera e fortemente personale. Precisi ed armoniosi allo stesso tempo, i Vitanova diffondono un rock alternativo che preferisce tornare alle origini, piuttosto che buttarsi verso un mainstream radiofonico ed ultimamente social-mente criticabile, nonostante abbiamo tutte le qualità per emergere dal mucchio e far parlare di sé. Complimenti davvero!

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ALKA Record Label sito ufficiale

recensito da Poisonheart

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