Clandestino – Manu Chao

E’ perlomeno difficile, quantomeno impossibile, non avvertire aria di Messico quando ascoltiamo quest’album. L’anno 1998 sancisce l’ esordio al grande pubblico, di MANU CHAO con l’inconfondibile album ‘CLANDESTINO‘. Abbandonata la band storica, i ‘MANO NEGRA‘, JOSE’ THOMAS ARTHUR CHAO, intraprende una carriera da solista intrecciando musiche e sound di vario genere.

Clandestino - Manu ChaoCon influenze molto latino americane, l’album è ricco di critiche contro il sistema e ci da una visione completa, tradotta in musica, della visione propria del mondo occidentale rapportato con il cosiddetto ‘Terzo mondo‘. Inutile dire che l’artista ha una considerazione pessima del mondo in cui vive; una società del tutto decaduta e venduta al capitalismo più sfrenato, priva di valori e prosciugata di culture e radici. Molte le citazioni, in musica ma anche in parole, della società in cui vede una speranza, quella intercalata nella regione del CHIAPAS in Messico. Regione che grazie alla lotta continua dell’EZLN (‘Eserçito Zapatista Liberaçion Naçional’) con a capo il sub-comandante MARCOS ha avuto un indipendenza dallo STATO centrale e gode di un economia equo solidale basata sull’auto-produzione dei beni di consumo. Questa regione del mondo ma soprattutto la lotta dell’EZLN sono una bandiera politica molto forte e di grande ispirazione per l’ artista che si fa capo di ideali politici di estrema sinistra, nonché di movimenti e correnti NO GLOBAL di forte impatto e azione. Molti di voi ricorderanno il G8 di Genova del lontano 2001 (tralasciando i fatti …) e molti di voi ricorderanno il concerto contro gli 8 grandi tenuto da MANU CHAO che fece di CLANDESTINO, bandiera dell’evento.

L’album è di forte stile PATCHANKA e LATINO FOLK e intreccia oltre che diverse strumentazioni acustiche, anche canzoni di diverse lingue come per esempio lo spagnolo o il francese !!! MANU CHAO è famoso infatti per la sua innata naturalezza a passare da una lingua all’altra, dallo spagnolo e al francese come citato prima, all’italiano, dall’inglese o all’arabo; causa soprattutto della sua mescolanza di culture impresse nel suo dna. Anche se a tratti non gradevole per chi non ama il genere, è ricco però di ballate folk e da una forte scarica comunque di genuino SKA-REGGAE.
Sicuramente potrà per molti di voi non essere condivisibile il suo punto di vista politico … fatto sta che è di certo il capostipite sia del genere, che della posizione musicale anti-globalista.

recensito da Ramirez
M_TaffaRamirez

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Un commento su “Clandestino – Manu Chao

  1. Ronco il said:

    Dell’album conosco le poche canzoni più famose di cui hanno fatto i video…quindi vedrò di rimediare.
    Però la musica e il suo stile mi piacciono molto, inoltre ammiro il suo pensiero, non tanto politico che condivido in parte, quanto a livello di filosofia di vita e di visione del mondo.

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