Cerchi nell’Acqua – Emiliano Bagnato

Emiliano Bagnato ha tutte le doti per diventare nel prossimo futuro un interessante ed acuto compositore e fare quel salto di qualità che merita; nella sua musica permane il senso del reale, del dolore e della spietatezza della vita, eppure c’è anche spazio per la sensibilità armonica, per quel tocco umano e delicato che più sembra impercettibile più si manifesta dentro. Cerchi nell’Acqua, uscito in digitale nel maggio 2016, è un disco rarefatto tra un minimalismo tecnico ed un espressionismo emotivo manifestato con il giusto trasporto. Prodotto dallo stesso Emiliano Bagnato e registrato al SonicLab di La Spezia, il disco è la parafrasi di un percorso interiore in reazione ad eventi esterni che ne hanno minato la serenità; come il titolo suggerisce, ogni brano è concentrico rispetto a sé stesso ed agli altri sette (detti fasi), e si evolve partendo da una condizione di disperazione per risalire verso un’accettazione della realtà (piuttosto che ad una dantesca serenità). Come puntualizza lo stesso Emiliano Bagnato, tutti si concentrano sulla magnificenza naturale dei perfetti cerchi che si dilatano lungo la superficie di un corso d’acqua, mentre nessuno riflette su cosa abbia generato tale meccanica: il sasso, vittima sacrificale del destino, intanto affonda fino a toccare il fondo.

Cerchi Nell'Acqua - Emiliano BagnatoMusicalmente siamo dinanzi a dinamiche di chitarra fresche e contemplative, che riprendono tanto dal calore delle movenze mediterranee, quanto da una certa tensione progressive; tuttavia ciascuna delle otto fasi che compone il disco non si dilunga in pretenziose suite ricolme di manierismi. Anzi, Emiliano Bagnato ha il dono innato della sintesi musicale, concentrandosi unicamente solo su ciò che è necessario alla “cura”, tralasciando il superfluo ed ogni altro effetto secondario. Così l’apertura di Oblio mostra una svolta cruda, nel quale le distorsioni salgono e s’incrociano tra echi digitali, mentre un chorus liberatorio pulisce lo spartito riportando una certa deviata armonia. I richiami personali sono sottili e mai troppo espliciti, perché quello che si vuole enfatizzare non è il dramma personale specifico, ma il percorso che l’uomo fa attraverso il dolore per accettare (non si sa con quale umore) la propria condizione.
Abbandono invece apre con un caldo arpeggio di sei corde ed una voce fioca intrisa di algida nostalgia; la tromba in sottofondo colora di bianco e nero un acquerello di rimpianti, portando il brano ad evolversi in una ragionata discesa attraverso i propri fantasmi (enfatizzata da rintocchi di tastiere e criptici samples). Visioni è il passo successivo ed obbligato, che porta l’ascoltatore in uno stato mentale lisergico con infatuazioni frippiane, ma non per questo musicalmente scontato; mentre fa da contraltare Ricordi, una sibilante nenia minimale (uno sghembo glockenspiel fa capolino) che fruga voracemente tra polaroid mentali scolorite ed ingiallite.
Lacerazioni tocca invece movenze digitali che sottolineano la poliedricità stilistica di Emiliano Bagnato, mentre Legami è palesemente progressive, grazie a quella sua andatura maculata, mossa da una sezione ritmica dinamica e tenebrosa e da un approccio forse più convenzionale: segnali di una ritrovata mezza lucidità colpiscono tra versi che fungono più che altro da regole massime di vita.
Chiude Soluzione, che chiarisce meglio la contraddizione della condizione di quel sasso lanciato nell’acqua (ed indirettamente dell’uomo), da corpo statico per definizione si ritrova a sprofondare verso il fondo, in un movimento tanto strano quanto contrario alla propria natura; così Emiliano Bagnato sentenzia definitivamente e a più riprese, come un mantra esoterico, che: «la soluzione è l’immobilità».

Cerchi nell’Acqua non vuole riscrivere nuove leggi terrene, piuttosto racconta la caduta e la forza d’animo per rinascere, almeno in parte, dalle ceneri del dolore con più forza e consapevolezza di prima … un viaggio di vita che Emiliano Bagnato suona ed interpreta con il piglio preciso di chi ha compiuto il proprio percorso, e cerca di tracciare la strada anche per chi non ha il coraggio di confrontarsi con l’oblio e la rinascita.

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recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

 

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