Bed Sea Walks – A Red Idea

Avevamo già apprezzato il lavoro della label veneziana Beautiful Losers con la partecipazione alla compilation Pipapop Corn vol.1 (vedi recensione), mostrando un assaggio di una musica ancora legata al folk arpeggiato di chitarra, ma aperto tanto a suoni elettro-acustici, quanto ad una rivisitazione senza tempo della psichedelia. A Red Idea compare con il brano My Memories.

A Red Idea - Bed Sea WalksTitolare di questo progetto musicale è Alvise Forcellini, un viaggiatore innanzitutto, uno a cui piace camminare (sul fondo dell’oceano magari), assorbire gli odori che ogni nuovo luogo porta in dote. E questo lo dico senza conoscerlo personalmente: è solo la sua musica che mi trasmette tale impressione. Un folk-pop che vive l’istante ed il ricordo di esso, con talvolta un velo di nostalgia o  un sorriso di disillusione. Bed Sea Walks non è tuttavia un lavoro d’istinto, è piuttosto un resoconto lungo, una sorta di diario musicale, con impresse tutte le influenze e le infatuazioni assorbite nel corso dei due anni precedenti. Anche il fatto stesso di metterle in musica e di darle una melodia, è frutto in parte della Nostra Signora del Caso, ovvero all’incontro con Andrea Liuzza (viaggiatore pure lui) e la sua Beautiful Losers.
Ne risulta quindi un lavoro piuttosto variegato, attraverso un processo che prima di tutto è creativo e di ricerca, e che solo successivamente s’interroga sulla coerenza e la linearità, proprio perché non appartiene ad un’idea univoca di suono. La mancanza di un filo conduttore è puramente ideale. Questo non significa che il disco ne soffra, anzi è la continua voglia di mettersi in discussione, di misurarsi su qualcosa di nuovo, il suo più grande punto di forza; spingendo A Red Idea a reinventarsi ogni volta con la stessa naturalezza della precedente incarnazione. L’ascoltatore è quindi avvisato.

Il bagaglio folk è tuttavia saldo sulle spalle di A Red Idea, nonostante il singolo Fear giochi su un pop- plasticoso dall’ostinato -ma non a caso discontinuo – appeal radiofonico, che si rivede con toni più intimi in What you deserve o nell’eleganza dell’inaspettato soul di Too Many Nights. Eppure sopra le nostre orecchie, aleggia lo spettro psych di un distratto Barrett fattosi luce, o di un onnisciente e ludico Daniel Johnston, grazie a brani intrisi di quella disillusione fiabesca, figlia di un I don’t care mugugnato durante una giornata di uggiosa nebbia padana. Se la bocca è sempre colma di versi istantanei, impressioni, umori, la testa invece divaga tra mondi lontanissimi e pensieri vicini e magnetici da creare turbamento: My Memories viaggia sopra ogni altra dimensione, e stacca tutte le altre tracce per spontaneità, struttura ed abnegazione all’emozione.
Da non sottovalutare pure le ballate più ricercate negli arrangiamenti, come Home at Last o Strong we may seem -in quest’ultima A Red Idea duetta con Teresa Sartore-, rielaborando una scrittura livida di sentimento e di profondità umana, che si scontra inevitabilmente con l’indifferenza e l’ostracismo del vivere quotidiano medio. In questa dualità cercata ed esasperata, il valore di Bed Sea Walks trova la migliore ispirazione, assottigliando -tra empatia e cupidigia- quel confine, mai troppo immaginario, tra artista ed ascoltatore.

Insomma, Beautiful Losers investe bene le proprie energie per A Red Idea, esportando ancora una volta il folk dei grandi spazi e della piccola provincia, pur senza isolarlo dal resto del panorama indipendente locale. Influenze estemporanee, devozione al songwriting americano degli anni ’90 (Mark Linkous, Grant-Lee Phillips, Beck Hansen) ed istinto do-it-yourself sono giustificazioni più che sufficienti per ascoltare un lavoro circolare ed ispirato come Bed Sea Walks.

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recensito da Poisonheart

 

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