Alternative Tentacles: Jello Biafra ed i suoi tentacoli

La piccola ma feroce Alternative Tentacles è stata una delle primissime label indipendenti a nascere in California alla fine degli anni ’70; anticipando poi una tendenza do-it-yourself che sarà portata avanti non solo entro lo stato (vedi Los Angeles con la SST Records) ma in tutti gli Stati Uniti, come dimostrano le vicende che fin qui abbiamo trattato nelle nostra sezione indie-label.
alternative tentaclesNata a San Francisco per le auto-produzioni dei Dead Kennedys, la Alternative Tentacles ha spesso incarnato gli ideali spinti e fortemente anti-conservatori del suo fondatore, il maestro Jello Biafra, coadiuvato almeno fino alla sua permanenza nella band dal chitarrista Raymond Pepperell, meglio noto come East Bay Ray; ma è anche stata testimone del sottile passaggio dall’ultimo punk di matrice ’77  (Germs e X per intenderci) al più irruento punk-hardcore di cui gli stessi Kennedys sono stati protagonisti. Dapprima il singolo California Über Alles nel giugno del 1979, poi il disco Fresh Fruit fot Rotting Vegetables l’anno successivo, furono le produzioni di punta della Alternative Tentacles negli Stati Uniti, ottenendo anche un certo seguito grazie alla performance al Bay Arena Music Awards del marzo del 1980, quando provocatoriamente Biafra dichiarò la fine del punk finora conosciuto, in favore di qualcosa di nuovo che stava arrivando: “Hold it! We’ve gotta prove that we’re adults now. We’re not a punk rock band, we’re a new wave band“.

Let_Them_Eat_Jellybeans-2436Se la nuova generazione hardcore stava trovando sempre più proseliti (Greg Ginn parallelamente avviava la SST Records), è anche vero che il legame col punk dei Ramones o dei Clash era ancora ben saldo; sfruttando la collaborazione con la Cherry Red Records, Fresh Fruit fot Rotting Vegetables sbarcò anche nel Regno Unito da sempre sensibile al punk dai giubbotti in pelle, e così il primo hardcore di marca U.S. come parziale contrasto al post-punk ed alla wave nascente. Nonostante le limitate risorse la Altenative Tentacles riuscì a produrre nel giro di pochi mesi alcuni 7 pollici fondamentali per alimentare il movimento indipendente, si ricorda ad esempio l’ep d’esordio dei 7 Seconds (Skins, Brains and Guts) e soprattutto la compilation Let Them Eat Jellybeans! (17 Extracts From America’s Darker Side) del 1981, contenente il meglio della generazione hardcore, dai Black Flag ai Flipper e Circle Jerks per restare in California, passando per i Bad Brains ed i canadesi D.O.A., uscendo così dai confini dello stato e cercando quelle connessioni con le altre micro-scene, che risulteranno fondamentali per alimentare la vita del movimento. Da grande provocatore Jello Biafra azzeccò il formato ed i contenuti, per uno dei primi dischi che celebravano una certa cultura anti-reganiana (ignorando ancora che il cowboy-presidente avrebbe cavalcato con le sue politiche ultra-conservatrici tutto il decennio); tuttavia non mancarono gli screzi con i Black Flag che nonostante il successo di  Let Them Eat Jellybeans! non concessero il permesso per una successiva ristampa, limitando così la diffusione di un estratto raro del periodo.

Butthole Surfers EPSe la vicina SST grazie a Damaged dei Black Flag coltivò un piccolo seguito di fans e di bands, reinvestendo prontamente i miseri proventi delle vendite e dei tour per successive produzione, la Alternative Tentacles cercò altrove e non necessariamente nel punk (e pian piano hardcore veniva bandito nelle attività live dalla città di Los Angeles), trovando nei pazzi texani dei Butthole Surfers arte performativa e violenza musicale. Il primo omonimo grezzo ep (Brown Reason to Live and Pee Pee the Sailor) dei Butthole Surfers del giugno del 1983, preannunciava una mezza rivoluzione scatologica, portando comunque la piccola label lontana dai lidi conosciuti. Mentre la band registrava ai BOSS Studios per l’esordio in long-playing Psychic… Powerless… Another Man’s Sac, la label cercava di acquisire i masters da Bob O’Neill, tuttavia non potendo anticipare la cifra per le sessions avvenute in studio, fu costretta a rinunciare a produrre il disco, virando su un formato live che paradossalmente conteneva le stesse canzoni comparse nell’ep d’esordio. Ai Butthole Surfers non rimase che contattare la Touch & Go di Corey Rusk, che fu ben lieta di accoglierli.

Se le arie nebulose del 1984 orwelliano incombevano sulla Alternative Tentacles, il peggio non era ancora arrivato. Oltre agli screzi interni tra Biafra ed il resto della band riguardo la direzione artistica da intraprendere, l’anno successivo con l’uscita di Frankenchrist si scatenò una battaglia legale che vide Biafra accusato di distribuzione di materiale dannoso ai minori a causa del poster inserito nel booklet del disco (il famoso “Penis Landscape” di H.R. Giger), il processo si trascinatosi fino al 1987 vide alla fine l’etichetta prosciolta, tuttavia i Dead Kennedys si erano da poco sciolti, con il disco che venne comunque bandito da alcune grandi catene commerciali. La fine della band permise a Biafra di dedicarsi completamente alla Alternative Tentacles (nonostante la discussa reunion dei Dead Kennedys nel 2001 senza Biafra), promuovendo anche una serie di progetti autogestiti di spoken-word, oltre che ad una serie di band ed artisti con uno spiccato senso indipendente ed anti-conservatore, come del resto maestro Biafra insegna.  

La Firma: Poisonheart
Poisonheart hearofglass

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