You are the Cake (ep) – You are the Cake

Se avessi ascoltato ad occhi chiusi i You are the Cake senza sapere qualcosa della loro storia, avrei giurato essere dinanzi ad una garage band della West-Coast. Sarà forse per il mio orecchio assuefatto e recettivo dai ritmi colorati dei sobborghi di Los Angeles, tuttavia in questo omonimo lavoro del duo Caterina-Stefano si riscontrano numerosi ingredienti di quell’indipendent istintivo e genuino. Lontano anni luce dalle atmosfere più rarefatte dei My Foolish Heart, precedente progetto del duo; in questo ep di debutto della nuova creatura, si assiste ad una virata decisa verso l’immediatezza di un rock-pop graffiato ad ampio spettro (quasi da college-radio), frutto probabilmente dell’esigenza di non legarsi ad un genere preciso. Ed in effetti nei cinque brani dei You are the Cake c’è una discreta variabilità di suoni, nonostante (e per fortuna) la strada maestra di un rock inglese d’ispirazione anni ’80 venga sempre percorsa con originalità e senza tentativi (suidici!) di emulazione.

You are the CakeIn People Stop Walkin’ sale in superficie l’amalgama perfetta tra voce e base ritmica; se la chitarra colora appena le melodie (sprazzi di sei corde acustica si nascondo sottopelle), è la batteria a regalare quel dinamismo sospeso tra un punk rivisitato ed un pop britannico classe 1994. Il sinuoso ritornello è ben studiato per entrare anche offline e girare indisturbato nella mente dell’ascoltatore come un mantra verso una educata ribellione che divampa dall’anima: la produzione lo-fi è sporca quanto basta per urlare “W il do-it-yourself”.
Dalle arie più canonicamente pop è In the Pocket, nel quale convivono con la medesima espressività la voce di Caterina e gli effetti di Stefano. Tuttavia ad un ascolto minuzioso si possono apprezzare diversi approcci armonici di chitarra e anche leggeri cambi di velocità, in una sorta di sapiente miscuglio dinamico di generi. Frankenstein e le citazioni verso quell’amore per l’horror d’autore in bianco e nero, smuove un timido senso di nostalgica amarezza verso quella visione originale e fantasiosa della vita, che non ha bisogno degli artifici dei colori, e che è un po’ l’inno della musica dei You are the Cake.
Aerial Little Boy è certamente il momento più indie dell’ep, viscido ed altrettanto passionale nel cantato, come del resto è incalzante il movimento di batteria e lo sgusciare rapido delle dita sulla sei corde. Il leggero eco nel cantato porta il brano in una dimensione indefinita, in bilico tra la psichedelia dei primi anni ’70 e la voracità dei giorni nostri. La fantasia, lo conferma anche questo brano, risulta essere il lief-motiv dell’ep, e i You are the Cake tentano attraverso la musica una ricerca di quella luce speciale ed una vivacità che spesso nel rock dei giorni nostri si perde.
Un approccio più italiano (almeno nel risultato finale) lo si può intuire in Young old man, nel quale il semplice accompagnamento di chitarra (e relativi effetti in background) rendono ancora più eterea la voce di Caterina, che in una struggente emotività regala negli otto minuti del brano diversi stati d’animo. Una lucida sincerità sembra pervadere il brano, alla maniera naif di un Consorzio di Suonatori Indipendenti meno esoterico nei testi e più equilibrato nei volumi. Un brano che lascia aperte nuove possibilità musicali, rigirando le leggendarie (e spesso errate) debolezze strutturali di un duo e trasformandole in avanguardie interessanti.

I You are the Cake pensano bene di chiudere questo ep, con un omaggio alla Londra confusa di Morrissey/Marr (guarda caso altro duo chitarra voce): la London punkeggiante qui proposta è mantenuta negli ideali, ma con evidenti trasformazioni in corso d’opera. Un aggiornamento dovuto e depurato dalla teatralità del cantato di Morrissey, in questo caso i You are the Cake ci mettono un pizzico di pop in più, affogandolo prontamente in un muro di distorsioni che non intaccano una sinuosità vocale impertinente, rendendo così il brano ugualmente esplosivo trent’anni dopo.
Un ep come biglietto da visita per uno stile originale, che cerca nel passato alcuni punti d’ispirazione, ma che rifiuta categoricamente lezioni di stile o di arrangiamento. You are the Cake prendono solo quello che a loro interessa e lo riconvertono nel loro ideale, nel quale i colori e fantasia di giocare con la musica rendono speciale questo mestiere, o meglio dire questa passione.

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You are the Cake youtube

recensito da Poisonheart
Poisonheart hearofglass

 

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You are the Cake (ep) – You are the Cake ultima modifica: 2015-10-02T19:44:56+00:00 da admin
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