Etichetta: Geffen Records
Prodotto da: Nirvana
«Il prossimo album sarà un esperienza interessante perché non ho assolutamente nulla da cui partire. Per la prima volta comincio da zero. Non so che faremo» Queste erano le parole di Cobain ad una nota intervista rilasciata per il magazine Rolling Stone. E fino all’autunno 2002 nessuno ne aveva capito senso celato.
A 12 anni dalla morte di Kurt Cobain, la Geffen decide di pubblicare una raccolta dei migliori brani della storia della band, con finalmente una traccia inedita.
Ma perché tutto questo tempo?
Chiedetelo direttamente a Courtney Love e i due rimanenti membri del gruppo, che si sono scannati con a suon di battaglie legali per i diritti postumi. Alla fine il risultato dell’album Nirvana, è assolutamente deludente dal punto di vista dei fans (che si aspettavano almeno una decina di inediti) ma dal punto di vista commerciale, con la contemporanea uscita dei diari segreti di Kurt, la Nirvana-mania riacquista perlomeno la curiosità dei più giovani, quelli che nel 1991 non c’erano.
Il singolo inedito è You know you’re right, registrato nella session ai Robert Lang Studios di North Seattle tra il 28 e 29 gennaio 1994. Quella seduta di registrazione doveva mettere le basi per il successivo album; furono composte varie basi e melodie ma l’unica traccia completa fu proprio questa inedita in Nirvana.
You know you’re right è considerata una sorta di testamento da parte di Kurt, il titolo è sicuramente emblematico, e nel testo sono dissipate strane allegorie che alla luce degli eventi sono sicuramente importanti.
«I will never bother you», l’apertura è calma, con voce sussurata Kurt canta, «Io non ti infastidirò più /Io non ti prometterò più /Io non ti seguirò più /Io non ti infastidirò più» sembra quasi far presagire ad un addio o comunque alla fine di qualcosa: magari con un chiaro riferimento alla sua crisi coniugale.
Poi il ritmo prende la rincorsa, la batteria castiga le note e la voce da pacata si trasforma in un grido energico, senza far travisare disperazione. Con particolare enfasi negli ultimi versi, Kurt afferma che tutto va bene, tutto è ok, lungo il suo cammino non ha mai sbagliato: alla luce dei fatti sembra tutto una beffa.
Il pathos esce dagli schemi ed uno «yeaaah» prolungato e gridato con rabbia: facilmente lo si confonde con la parola «Paaaain» .
Per il resto le altre 14 tracce sono solo rimasterizzate, e senza troppa fantasia ripercorrono pari pari i singoli di Nevermind e In Utero, qualche traccia degli esordi comunque già pubblicata e gli spezzoni salienti dell’Unplugged.
Nulla di nuovo. I fans se ne fanno poco insomma.
Per chi vuole conoscere i Nirvana senza impegnarsi troppo.
recensito da Poisonheart

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This entry was posted on martedì, settembre 8th, 2009 at 3:41 PM and is filed under 2002. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
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Fu il mio primo vero cd che comprai, fu la colonna sonora della fine delle medie.
quando vidi per MTV il video di You Know You’re Right mi misi quasi a piangere: era il primo video dei Nirvana che vedevo in anteprima !!!