The Golden Age of Grotesque – Marilyn Manson

The Golden Age of Grotesque - Marilyn Manson


Etichetta: Interscope Nothing Records
Prodotto da: Marilyn Manson, Tim Skold
Registrato a: Doppelherz Studio and the Mix Room, California

 

Dopo 3 anni di silenzio (fatta eccezione per il singolo della cover “Tainted Love” per la colonna sonora del  mediocre film Non è un altra stupida commedia Americana) dalla pubblicazione di “Holy Wood“, finalmente viene alla luce il nuovo “The Golden Age of Grotesque” atteso con trepidazione da tutti i fans.

In formazione, più precisamente al basso, viene reclutato Tim Skold ( dopo che nel 2002 hanno collaborato assieme per la colonna sonora di “Resident Evil“)  per sostituire l’indimenticabile Twiggy Ramirez. A quanto si evince dall’artwork, Manson deve essere rimasto affascinato  dalla cultura della Germania pre-bellica, tra cui il dadaismo e l’impressionismo.
Prendete l’ industrial metal dei Ministry e dei Rammstein di “Mutter” unitelo a suoni che richiamano il cabaret grottesco-burlesco anni ’30 e avrete un’idea di generale di cosa potrete trovare ascoltando quest’album.

Dopo la classica intro mansoniana  iniziano i beat elettronici di “This Is The New Shit” che nel ritornello si tramutano violentemente in metal moderno pesante e Manson non si fa di certo pregare per urlarvi nelle orecchie che “la nuova merda” è arrivata (trovatemi solo una band capace di scrivere un testo simile a questo !). “Mobscene” è il singolo da classifica MTV (in Italia rimane primo in classifica per 3 settimane) semplice e diretto con un ritornello orecchiabile (cantato assieme a un coro femminile) facile da ricordare.

Arriva il pseudo-swing con “Doll-Dagga-Buzz-Buzz-Ziggety-Zag“, Ginger Fish suona un ritmo ballabile e divertente e il resto della band lo segue, brano godibile ma che lascia il tempo che trova. Si prosegue con la carica industrial metal di “Use Your Fist And Not Your Mouth” dove si sentono pericolosi cori che urlano il saluto nazista, la successiva title track ricorda una marcia da banda musicale del paese, e il testo è semplicemente qualcosa di geniale.

(S)aint” è un altro brano da classifica che avrebbe fatto sfracelli se non fosse stato per il video ultracensurato (diretto da Asia Argento, nel quale compare anche l’ex componente Gidget Gein ora passato a miglior vita). “Slutgarden“,”Ka-Boom Ka-Boom“,”The bright young Things“,”Vodevil” sono la parte debole dell’album, troppo scontate e simili tra loro. A tenere alto il livello del disco ci pensa “Para-noir“, disturbata, allucinante, distruttiva con un testo spiazzante , una tra le miglior canzoni di sempre del Reverendo.

Tutto sommato è un disco più che soddisfacente anche se ci sono segni di cedimento in alcuni frangenti, rimane un lavoro ispirato e che segna la band in ottima forma.

 

 recensito da Mighell
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