Throbbing Gristle – The second annual report

 

Etichetta: Industrial Records
Prodotto da : Throbbing Gristle
 

 

Londra, 1977, punk?
A prima vista appare come una domanda retorica, ma negli angoli più bui di Piccadilly Circus si aggiravano individui che volevano molto di più di una ribellione sociale giovanile, qualcosa che accompagnasse l’esistenza moderna, qualcosa che descrivesse l’ambiente urbano, regolato da orologi meccanici e da segnali sonori elettronici. A questo proposito il giornalista musicale John Savage scrisse un articolo nel quale lanciava una sfida: “Il punk non è andato abbastanza lontano: il suo stile è diventato una posa, un atteggiamento da vetrina per una confezione e un consumo attraverso i soliti canali.” Savage poi inizia ad elencare cinque attributi, i quali secondo lui, erano essenziali per dar vita qualcosa di completamente nuovo, molto più di un semplice genere musicale: “Accesso all’informazione,auotonomia organizzativa, uso del sintetizzatore e dell’antimusica”.

I pioneri di questa nuova corrente artistico-musicale furono l’estremista francescano Monte Cazazza ( il primo a girare un film artistico sul “fist-fucking”) e Boyd Rice,il primissimo ad usare rumori bizzarri in composizioni musicali (ora membro della Chiesa di Satana). A coniare il termine “industrial” furono i Throbbing Gristle, band elettronica sperimentale inglese che nel 1976 fondò l’etichetta Industrial Records, prima che il termine assumesse un significato generale.
I Throbbing Gristle fanno parte della schiera più scioccante del genere industrial, i componenti Genesis P-Orridge (voce), Cosey Fanni Tutti (chitarra/basso), Peter Christopherson (sintetizzatore) inscenevano performance live che sfondavano ogni limite imposto dal buon senso e dai buon pensanti. P-Orridge in un’intervista ne descrisse alcuni particolari : “Il direttore del teatro ci chiese: Che luci volete? Noi rispondemmo: ‘Accendete tutte le luci rosse’. Poi mettemmo un nastro con l’album di Charles Manson, “Lie”, interrotto dal rumore di treni che passavano sotto un temporale e tirammo fuori ogni sorta di feticci. Peter si tagliò la gola e dovette legarsi una specie di laccio emostatico al collo, Cosey e io ci sputammo addosso, poi leccammo gli sputi, ci leccammo i genitali a vicenda e facemmo sesso mentre lei si dava fuoco ai capelli con le candele. C’erano circa duemila persone. Ogni giorno facevamo qualcosa di più, e la domenica di pasqua mi feci crocifiggere su una croce di legno, frustare con due fruste da bestiame, coprire di vomito umano, di ali e zampe di pollo, mentre reggevo due torce accese, il pubblico sentiva bruciare la pelle delle mie mani. Pisciai sulle gambe di Cosey mentre lei si infillava una candela accesa nella vagina, in modo che le uscissero le fiamme da dentro. Insomma, un modo come un altro per evitare la pubblicità in Tv

L’album d’esordio ” The second annual report” sembra essere la colonna sonora di questi folli show,”Slug Bait-Ica” descrive con dovizia di particolari un infanticidio, un uomo si introduce nella camera di una donna incinta e la squarta viva, il tutto su un tappeto di rumori elettronici e la voce distorta di Orridge.
Il disco poi continua attraverso incubi sonori, l’apice si raggiunge in “After Cease to Exist – The Original Soundtrack to the Coum Transmissions Film“, ben 20 minuti dentro i meandri della parte oscura della psiche umana: da lontano si possono udire spezzoni di brani di Charles Manson immerse in un denso fluido elettrico dal quale sembra impossibile uscire.
Zyclon B Zombie” vede protagonista una ragazzina ebrea vittima di un cinico militare nazista: “Sono con una piccola ragazzina ebrea e non ha addosso vestiti, se avessi un martello gli spaccherei i denti, e mentre l’accompagno alla camera a gas sono qua che rido”.

L’industrial inizia da qui … sta a voi avere il coraggio di ascoltarlo!

 

recensito da Mighell

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