The Jewel Thief – Nikki Sudden

The Jewel Thief - Nikki Sudden

 

Etichetta: UFO Records
Prodotto da: Nikki Sudden, Peter Buck
Registrato a: John Keane Studio, Athens, Georgia (USA)

 

Adrian Nicholas Godfrey, al secolo Nikki Sudden, difficilmente lo troverete in un enciclopedia della musica, forse gli sarà destinato un trafiletto o qualche riga, nulla più.
Le gravi ingiustizie del mondo della musica, a cui vediamo ora di rimediare!

Nikki Sudden nasce a Carshalton nella regione inglese di Surrey, e frequenta Birmingham, quella stessa cittadina che alla fine degli anni ’70 mette in scena alcuni gruppi sospesi tra il punk e la new wave (presto diverranno famosi i Duran Duran). Nikki decide di formare assieme al fratello, Epic Soundtracks, e ad alcuni amici gli Swell Maps. Arrivano ad un discreto successo a livello regionale, miscelando un punk molto soft con alcuni tocchi glam (Nikki è un grandissimo fan dei T-Rex) e tanta sperimentazione che oggi definiremmo indie all’inglese. Nel luglio del 1979 il loro primo lavoro, A Trip to Marineville, fu eletto disco dell’anno dalla rivista Smash It, e vendette circa 30mila rispettabilissime copie. Mentre per Nikki ed Epic questo rappresentava un punto di partenza, per gli altri componenti degli Swell Maps era semplicemente un punto di arrivo.
Inevitabile quindi lo scioglimento.

I due fratelli prendono strade diverse, e Nikki dopo alcune prove da solista, incontra Dave Kusworth con cui forma gli Jacobites nel 1982. Dopo numerose date in madrepatria, firmano il loro esordio nel 1985 con Robespierre’s Velvet Basement, con sonorità molto legate agli StonesThe Faces di Ron Wood e Rod Stewart. Dopo un paio di album Nikki decide di proseguire la sua carriera solista, continua a pubblicare dischi e a viaggiare per Europa e USA.
Ottiene un buonissimo successo nella seconda metà degli anni ’80 in Germania, e si imbatte in una serie di tournee che lo portano a conoscere e a suonare con numerosi artisti, oltre che a frequentare splendide donne e a divertirsi moltissimo.
Se negli anni ’70 aveva conosciuto il suo idolo Marc Bolan, nel corso degli anni ’80 diventa amico di Johnny Thunders e Nick Cave, frequenta i Primal Scream e i Sonic Youth, oltre che a suonare con i REM. Il tutto condito da avventure pazzesche in giro per il mondo, facendo di media un  centinaio di concerti l’anno, mai con una band fissa, ma conoscendo via via musicisti nuovi ed interessanti, il tutto all’insegna della spensieratezza e dell’ottimismo.
Le vendite dei suoi dischi si attestano sempre su qualche migliaio, spesso pubblicate per etichette modeste, ma tutto sommato Nikki se la cava sempre. E non è poco !

Un album particolarmente interessante è The Jewel Thief del 1991, nono album della carriera di Nikki. Pensato e registrato durante una tournee nel sud degli Stati Uniti, in quelle terre come Georgia e Louisiana, ricche di blues e di tradizioni. A coadiuvarlo, udite udite, Peter Buck e Mike Mills dei REM, e specialmente con Buck nasce una grande amicizia e una geniale collaborazione.
Un album con molte reminiscenze blues, fatte di ballate calde con chitarre acustiche, armonica, addirittura violino e il piano. Canzoni semplici, dirette e come direbbe il nostro protagonista “con il tipico suono alla Nikki Sudden”.
Un esempio, I Belong to you. Supportata dalla voce ( non esaltante a dir il vero) di Nikki e da una calda chitarra acustica, l’armonica e l’organo suonati da Mills danno una grande atmosfera: una vera canzone del sud!
Da citare anche la complessa The Bagman e the Twangman, con sensazioni quasi mediterranee grazie al mandolino suonato per l’occasione da Antony Thistlethwaite. Sono canzoni senza tempo, potrebbero appartenere agli anni ’70 come alla fine degli anni ’90.
Spesso quello che traspare durante l’ascolto è il grande impegno e la voglia di suonare, Spend  Little gold with me è carichissima di questa energia. Un blues aggressivo grazie alla chitarra di Buck, lontana dalle sonorità REM che per niente contaminano questo disco.
Delicata la melanconica Liquor, Guns and Ammo, il cui titolo s’ispira a quelle baracche del sud che vendevano appunto alcool, pistole e munizioni. Il pathos è altissimo, con la migliore prestazione vocale di Nikki, ottimo pure il supporto del piano suonato da Bill Holmes.
Da citare pure Falling riproposta in molti live facilmente reperibili in rete, e la cristallina Grievous Angel, in cui il violino di David Blackmon sembra aprire le porte del paradiso. In questo brano sono arruolati oltre ai 2 REM sopraccitati, anche Bill Berry e le sue percussioni.

Nikki Sudden muore il 26 maggio 2006 appena dopo un concerto a New York. Un artista che non ha mai raggiunto la fama che avrebbe meritato, ma che è rimasto per sempre una figura positiva e solare, nonostante la morte del fratello Epic e una carriera musicale che non decollò mai.
Da notare una sorta di rivisitazione nei confronti di Nikki Sudden, grazie alla sua biografia, The Last Bandit (in Italia con il titolo ‘L’Ultimo Bandito – una vita rock ‘n’ roll‘-) e a qualche ristampa dei primi lavori.

The Jewel Thief è un esempio di cosa Nikki ci ha lasciato: un immenso personaggio.  
Se c’è qualcosa che vale la pena fare è conoscere questo artista !!!     

 

recensito da Poisonheart
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